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Coronavirus, il contagio accelera e spaventa l’economia mondiale

Salgono a 81 le vittime dell'epidemia di Coronavirus che ha colpito la Cina. I mercati internazionali pesantemente in ribasso. Incertezza sul futuro e le possibilità di cura. Diversi paesi sigillano le frontiere.
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«Vi sono segnali di aumento della trasmissibilità», le parole del ministro della Commissione sanitaria, Ma Xiaowei, rendono bene l’idea della preoccupazione che agita le autorità cinese a causa del coronavirus. L’agente patogeno infatti si sta propagando a forte velocità, i dati confermano questa reasltà: le vittime sono salite ad 81 mentre i casi, accertati, di persone infettati ammonta a 2744. la maggior parte dei malati si concentra nella città epicentro dell’epidemia e cioè Wuhan che conta 11 milioni di abitanti.

«Non abbiamo ancora identificato la fonte dell’infezione – ha aggiunto Xiaowei – e non abbiamo ancora chiaro il rischio di mutazioni e il modo in cui si diffonde la malattia. Dato che si tratta di un nuovo coronavirus, potrebbero esserci dei mutamenti nei prossimi giorni e settimane». Nessuna certezza dunque e proprio questo ha indotto, ad esempio, la Mongolia, ha sigillare le proprie frontiere.

Cosa che se continua il trend di diffusione potrebbe succedere anche in Thailandia e Hong Kong dove sono stati segnalati 8 casi mentre altri 5 sono sotto osservazione in Giappone e Australia,Macao e Singapore. Ma tutta l’area del Pacifico ad essere stata colpita come dimostrano i casi in Malesia, Vietnam e Corea del sud. Il virus ha raggiunto anche gli Usa e il Canada, in Europa a parte i 3 contagiati in Francia la situazione per ora è sotto controllo.

L’Oms ha comunque annunciato che l’epidemia è considerata ancora locale e non si tratta di pandemia. Sul fronte di una possibile cura, alcuni pazienti vengono curati con il farmaco anti-Hiv Aluvia. Le autorità cinesi hanno inviato altri 1600 medici nella zona del contagio mentre i posti letti in ospedali di nuova costruzione aumenteranno di altri 4mila. Anche il premier Li si è recato a Whuan, una visita che la stampa e il Consiglio di Stato cinese hanno descritto come un intervento per «controllare e guidare».

In ogni caso il governo cinese non può impedire che la paura del virus si rifletta sulle borse mondiali. In questo senso i mercati internazionali stanno reagendo negativamente: la Borsa di Tokyo ha chiuso in ribasso oltre il 2%, Bombay ha perso lo 0,6%. Ulteriori perdite in Thailandia e Indonesia. La paura per il coronavirus ha colpito anche il mercato del petrolio. Negli Stati Uniti un barile di greccio costa 52,9 dollari, in calo del 2,3%. Il Brent invece è scivolato sotto i 60 dollari. Male anche in Europa, ribassi pesanti a Parigi e Francoforte.

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