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Tragico incidente a Roma, le sedicenni investite e uccise. Domiciliari per Genovese

Oggi I funerali di Gaia e Camilla nel quartiere in cui vivevano. Il giovane era risultato positivo all’alcol test, con un valore di 1,4, tre volte superiore al limite consentito
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Disposti i domiciliari per Pietro Genovese, il 20enne alla guida dell’auto che il 21 dicembre ha travolto e ucciso a Corso Francia, a Roma, le sedicenni Camilla Romagnoli e Gaia Von Freymann. L’accusa per il giovane, figlio del regista Paolo, è quella di omicidio stradale plurimo. Oggi, intanto, si terranno i funerali delle due ragazze, alle 10.30, alla parrocchia del Preziosissimo Sangue, in via Flaminia Vecchia. In auto con lui anche due amici, che interrogati dai vigili urbani e hanno confermato la versione del 20enne: «Il semaforo era verde, loro sono sbucate all’improvviso».

In attesa dei primi risultati degli accertamenti, il pm Roberto Felici aveva concesso al giovane un nulla osta temporaneo per passare il Natale nella casa di famiglia in Umbria. A influire sulla decisione del giudice i risultati dei test tossicologici disposti dalla Procura, che hanno confermato che quella sera Genovese aveva assunto alcol in dosi superiori a quanto stabilito dalla legge: il giovane era risultato positivo all’alcol test, con un valore di 1,4, tre volte superiore al consentito, ed era risultato non negativo ad alcune sostanze stupefacenti. A notificargli la misura cautelare sono stati ieri gli agenti della Polizia locale di Roma Capitale. Nel passato del giovane anche due episodi di possesso di droga, per i quali gli era stata sospesa la patente, restituita solo di recente. Il giovane, difeso dall’avvocato Luca Tognozzi, è ancora sotto shock per quanto accaduto. L’esame autoptico sul corpo delle due giovani ha confermato che Gaia e Camilla sono morte per lo sfondamento della scatola cranica causato dall’impatto con l’auto. che avrebbe provocato la morte sul colpo.

Le giovani aveva attraversato la strada fuori dalle strisce pedonali, scavalcando un guardrail a semaforo verde per gli automobilisti. Il suv Renault Koleos di Genovese viaggiava a 80 chilometri orari. «Non mi sono proprio accorto di loro, non le ho viste», ha dichiarato il giovane al pm. Si attendono, ora, gli esiti delle analisi del cellulare del 20enne per verificare se al momento dell’impatto lo stesse utilizzando.

 

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