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La Grande Magia. Se l’illusione cancella la realtà

A Roma, all’Argentina la commedia di Eduardo de Filippo. Dopo il successo al san Ferdinando di Napoli, dal 18 dicembre Nando Paone e Calogero di Spelta in scena per la regia di Lluis Pasqual
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Approda al Teatro Argentina di Roma, dopo il grande successo ottenuto a Napoli al Teatro San Ferdinando, la commedia LA GRANDE MAGIA di Eduardo De Filippo, a 70 anni dalla prima rappresentazione assoluta nel 1949, firmata dal regista catalano Lluís Pasqual. In scena, dal 18 dicembre 2019 e in replica fino al 5 gennaio 2020. Nei panni del mago Otto Marvuglia l’attore Nando Paone, mente Calogero Di Spelta è interpretato da Claudio Di Palma, completano il ben sortito cast di attrici e attori: Alessandra Borgia, Gino De Luca, Angela De Matteo, Gennaro Di Colandrea, Luca Iervolino, Ivana Maione, Francesco Procopio, Antonella Romano, Luciano Saltarelli, Giampiero Schiano.

Musiche dal vivo: fisarmonica e voce Dolores Melodia; chitarra e mandolino Raffaele Giglio. Le luci sono di Pasqual Merat.

La produzione dello spettacolo è del Teatro Stabile Napoli– Teatro Nazionale.

“La Grande Magia” è un testo scritto nel 1948, inserito nel gruppo di opere che Eduardo definì Cantata dei giorni dispari. La commedia fu interpretata per la prima volta dallo stesso Eduardo con Titina De Filippo nel 1949 al Teatro Mercadante di Napoli. Una grande prova per il regista Pasqual che si è dovuto confrontare con le messe in scena dello stesso Eduardo e del figlio Luca, ma che si presenta con la sua particolare connotazione non distaccandosi però dall’originale anche in modo piuttosto rigoroso.

Una commedia che gioca con l’illusionismo, la magia, o piuttosto con l’inganno. La trama è nota: durante uno spettacolo di magia, il Professor Otto Marvuglia, prestigiatore e intrattenitore, esegue un numero con il quale fa “sparire” la moglie di Calogero Di Spelta, per consentire alla donna di fuggire con il suo amante, convincendo altresì il povero marito che potrà ritrovarla solamente se aprirà, con totale fiducia nella fedeltà della donna, la scatola in cui sostiene sia rinchiusa.

Ma quando la donna ritornerà pentita sui suoi passi, il marito si rifiuta di riconoscerla, preferendo alla realtà della situazione l’illusione di una moglie fedele, custodita e chiusa in quella magica e inseparabile scatola. Sospeso nella perdurante indecisione tra l’aprire e non aprire la scatola. Non è il mago infatti il vero illusionista ma saremo noi a protrarre il nostro autoinganno quando la realtà diventerà più amara dell’illusione.

Lluís Pasqual affida al brillante attore Nando Paone, che ha anche lavorato con Eduardo in ben tre spettacoli, il ruolo di Marvuglia e si muove tra l’essere un pò cialtrone e scaltro, tra il bisogna pur campare approfittando delle occasioni, e l’essere un pò clown e mago. Una commedia che si alterna tra illusioni e gioco della vita, tra miserie e apparenze. Così scrisse Eduardo De Filippo, a proposito del suo lavoro: «Ho voluto dire, che la vita è un giuoco, e questo giuoco ha bisogno di essere sorretto dall’illusione, la quale a sua volta deve essere alimentata dalla fede. Ed ho voluto dire che ogni destino è legato al filo di altri destini in un giuoco eterno: un gran giuoco del quale non ci è dato di scorgere se non particolari irrilevanti». Il disegno scenografico, i costumi, la regia di Lluís Pasqual sono cifre essenziali dello spettacolo “La Grande Magia” all’interno del quale si muovono coralmente tutti gli attori nel dare quella caratterizzazione originale alla messa in scena.

Così spiega il regista Lluis Pasqual: «E’ un Eduardo particolarmente vicino a Pirandello quello della Grande magia… La vita è come una finzione teatrale, ma anche come quelle scatole cinesi o quelle bamboline russe che stanno una dentro l’altra come un gioco illusionistico infinito… Chi è l’illusionista che inventa le nostre vite? E lui, da quale altro illusionista è dominato? E se volessimo vivere in un mondo di illusioni? Se fosse meglio che vivere in una presunta realtà? Ilarità ed emozione si fondono nelle mani di questo genio del teatro napoletano che recitava per raccontare la vita sempre con un sorriso furbo sulle labbra, proprio come noi».

Da non perdere.

 

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