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Matteo e Giorgia ora è gelo: «La Lega parla coi dem ma gli alleati siamo noi»

La mossa del leader del Carroccio fa infuriare Meloni. Nel centrodestra è stallo anche sulle regionali Fdi prima di dare il proprio assenso agli accordi in Calabria vuole garanzie su Puglia e Marche
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Stavolta Giorgia Meloni non ci sta e sbotta contro il leader della Lega Matteo Salvini. La proposta fatta da quest’ultimo al premier Giuseppe Conte in ordine alla costituzione di un Comitato di salvezza nazionale è stata giudicata inaccettabile da Fratelli d’Italia.

«È una proposta incomprensibile – ha detto Giorgia Meloni – che peraltro Salvini ha fatto a Pd e M5S prima di sottoporla a noi, i suoi alleati. Mi sembra un modo alquanto strano di tenere i rapporti nella propria coalizione».

La Meloni poi prosegue incalzando il Carroccio.

«Intanto il merito: si vuole andare al governo insieme, o si vogliono scrivere assieme provvedimenti su alcune materie? Nel primo caso, proposta irricevibile, come è ovvio. Ma basta con governi nati in laboratorio: se Draghi vuole fare il premier si candidi, e se vince farà il premier. Qualunque altra ipotesi per me non esiste».

Le critiche di Fratelli d’Italia, però, si allargano anche ad altri fronti, compreso quello legato alla legge elettorale. «Non ho capito Giorgetti, quando dice di essere pronto a trattare sul sistema spagnolo – dice ancora Meloni – La Lega ha raccolto le firme per abolire la quota proporzionale E poi si tratta sul proporzionale, che perpetua l’ingovernabilità?».

Tensione altissima, dunque, tra i partiti del centrodestra che si inserisce nello scenario delle prossime elezioni regionali. In Calabria, Campania e Puglia i veti incrociati stanno bloccando ogni scelta. Soprattutto in Calabria, dove si andrà al voto il 26 gennaio e tra dieci giorni scade il termine per il deposito delle liste, la situazione appare delicata. Forza Italia rischia di spaccarsi in due, con l’azzurra Jole Santelli, candidata della coalizione, e l’azzurro Mario Occhiuto, sindaco di Cosenza, in corsa da solo.

Tutti attendono l’ufficializzazione del nome da parte di Silvio Berlusconi e Matteo Salvini, che ha posto un veto sugli Occhiuto, Mario e il fratello Roberto, vicepresidente vicario dei deputati forzisti, che sarebbero pronti a lasciare Fi se si dovesse confermare la situazione esistente.

La situazione di stallo, però, deriva anche da ulteriori frizioni tra Giorgia Meloni e Matteo Salvini. La Meloni avrebbe chiesto alla Lega di siglare un accordo complessivo sui nomi di tutte le Regioni che vanno al voto, non solo la Calabria. In particolare Fdi prima di dare il proprio assenso agli accordi in Calabria vuole garanzie su Puglia e Marche.

All’ultimo summit di Arcore quando Meloni avrebbe fatto il nome di Fitto sia Berlusconi che Salvini non avrebbero mosso obiezioni e forti resistenze, invece, all’ex governatore sarebbero state espresse dai leghisti pugliesi, in particolare da quelli che prima erano parlamentari con Fitto sotto la stessa insegna di Forza Italia.

Gli azzurri, poi, sono alle prese con i venti di scissione provenienti dai movimenti della vicepresidente della Camera Mara Carfagna che è pronta a lanciare la sua associazione “Voce Libera” ed è già stata fustigata da Silvio Berlusconi che ha chiesto a tutti di fare chiarezza: «Non si può stare i giorni pari con Italia Viva e i giorni dispari con la Lega». E proprio all’interno di un eventuale movimento della Carfagna potrebbero trovare spazio i dissidenti delle varie Regioni meridionali che dovessero essere fatti fuori lungo l’asse Berlusconi- Salvini.

 

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