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Parigi in fiamme contro la riforma delle pensioni

In piazza insegnanti e studenti, il personale dei trasporti e della sanità, e molte altre categorie. Secondo i sindacati ha poi scioperato un dipendente pubblico su cinque
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Giovedì nero in Francia per lo sciopero generale contro la riforma delle pensioni, costellato anche da episodi di scontri. In particolare a Parigi, Montpellier, Rennes, Bordeaux e Nantes la polizia ha usato gas lacrimogeni per disperdere la folla. A Parigi, almeno 500 black bloc si sono riuniti a Place de la Republique. Un gruppo di dimostranti con il volto coperto ha lanciato oggetti contro la polizia. I media francesi riportano di cassonetti e biciclette dati alle fiamme, come anche un semaforo e le telecamere dei giornalisti sul campo. Decine i fermi effettuati dalle forze dell’ordine.

Proprio ora che dopo mesi di proteste mai sospese i Gilet Gialli sembravano ormai sgonfi, le grandi manifestazioni di ieri hanno rivitalizzato la protesta prendendo di mira la riforma delle pensioni promossa dal presidente Emmanuel Macron. Così in piazza c’era di tutto: insegnanti e studenti, il personale dei trasporti e della sanità, e molte altre categorie. Con risultati secondo gli organizzatori assai rilevanti.

Lo sciopero ha un tasso di partecipazione del 51,15% nelle scuole primarie e del 42,32% nelle secondarie, secondo il ministero dell’Istruzione, ma la segretaria generale dello Snuipp- FSU, principale sindacato delle scuole primarie, aveva informato del 70% di insegnanti in sciopero, e del 65% degli istituti secondari, definendo la cifra un dato ‘ storico’. Secondo i sindacati ha poi scioperato un dipendente pubblico su cinque. Nei trasporti, il 55,6% dei dipendenti delle ferrovie ha aderito allo sciopero, e in particolare alla protesta hanno aderito l’ 85,7% dei macchinisti e il 73,3% dei controllori. Lo sciopero di RATP ( l’azienda di trasporto pubblico di Parigi) è stato prolungato fino a lunedì. Coinvolti ieri anche tutti i luoghi di maggior interesse turistico, rimasti chiusi al pubblico.

Le pensioni sono un tema spinoso, anche se molti giornali stranieri commentano gli eventi del giovedì nero sottolineando come il sistema pensionistico francese sia tra i più generosi del mondo ( «l’età media pensionabile è tra le più basse e l’importo delle pensioni tra i più alti nei paesi industrializzati», scrive il New York Times).

Ma proprio per questo il giovedì nero è visto come una prova decisiva per il presidente Macron, sopravvissuto ai gilet gialli e spesso al centro della scena anche internazionale. Per lui il duello con i manifestanti rappresenta il punto di svolta verso le presidenziali del 2022, che potrebbero essere decise – sostengono i commentatori – da come supererà questa crisi.

Per l’Eliseo il presidente francese è «calmo e determinato a portare avanti questa riforma, ascoltando e consultandosi» di fronte alla contestazione della riforma delle pensioni la cui ‘ architettura generale’ sarà annunciata entro la metà della prossima settimana dal premier Edouard Philippe.

 

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