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Open Arms, Salvini indagato. «Sequestrò i migranti sulla nave»

La procura di Agrigento sul caso Open Arms. L’ex ministro: per me è una medaglia, difendo I nostri confini. Le ong e Orlando: calpesta I diritti umani dei disperati
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La Procura di Agrigento iscrive Salvini nel registro degli indagati per la vicenda della nave Open Arms (“Braccia aperte”) cui venne impedito di sbarcare i migranti nell’agosto scorso. L’accusa: sequestro di persona e fascicolo già trasmesso a Palermo. E succede il prevedibile: Salvini che petto in fuori rivendica la sua battaglia nazionalista contro l’invasione dei migranti, e tutta la Lega di rinforzo a battere la grancassa sul cavallo di battaglia di tutte le ultime campagne elettorali leghiste: l’immigrazione.

E Massimo Cacciari lo dice chiaro: la notizia dell’indagine aperta a suo carico «politicamente parlando certamente non fa altro che bene al signore», «credo che lui se ne farà proprio un baffo enorme, ma detto questo mi pare che ci siano molte e ragionevoli ragioni perché questo procedimento si dovesse aprire, mi pare che sia molto circostanziato l’atto d’accusa». La nave Open Arms della ong spagnola, si ricorderà, venne tenuta ferma al largo dell’isola di Lampedusa con 164 persone a bordo per venti giorni lo scorso agosto.

Si tratta del bis del caso Diciotti: anche allora a indagare Salvini fu il procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio. L’ex ministro ne approfitta: «Mi domando se in Procura ad Agrigento non abbiano cose più serie di cui occuparsi. Usano denaro pubblico, prima o poi mi verrà voglia di chiedere conto di come lo usano. È la seconda, la terza, la quarta, la quinta inchiesta. Ho fatto quello che gli italiani mi chiedevano di fare, ho difeso i confini, inizio a essere stufo».

«È pazzesco che un ministro dell’Interno venga indagato per aver preso decisioni che rientrano pienamente nei propri poteri e aver agito nell’interesse del Paese. Ma se il ministro era Matteo Salvini allora le regole cambiano. Così non va bene. Le regole devono essere uguali per tutti. La nave Open Arms rimase 20 giorni davanti al porto di Lampedusa nonostante il divieto di entrare in acque italiane quando sarebbe potuta attraccare ovunque.

È rimasta lì a sfidare la decisione del governo italiano rifiutando di attraccare sia ad Algeciras che a Minorca. Sequestro di persona sì, ma da parte del comandante della Open Arms, non di un ministro che ha agito nel rispetto delle proprie funzioni e nell’interesse del proprio Paese». Rincara il capogruppo alla Camera della Lega, Riccardo Molinari.

«Non bastasse questo governo amico delle speronatrici di motovedette, delle sardine e delle tasse, ora il bizzarro fronte anti Salvini carica a bordo anche la procura di Agrigento. L’indagine che riguarda l’ex ministro è un atto indegno di un paese civile, che dovrebbe premiare, o quantomeno non ostacolare, chi ne difende leggi e prerogative. Invece, la notizia fa gioire il fondatore di Open Arms, i tanti amici della ‘ capitanà capace, lei sì, di sfidare le autorità senza la minima vergogna. Quanta pena! Salvini e la Lega, però, né mollano né scappano: abbiamo a cuore le sorti del Paese, in molti lo hanno capito, gli altri se ne facciano una ragione», così il senatore della Lega Stefano Candiani.

Padre Zanotelli ha una visione opposta. «Salvini va processato per la sua disumanità. La cosa grave è che non sente il dolore per gli altri, in particolare per chi soffre». «È grave – afferma Zanotelli – che Salvini dica che per lui questa nuova inchiesta è una medaglia. Vuole dire che siamo alla disumanizzazione totale. È un uomo al quale non interessa nulla di chi soffre, non ha alcun senso morale. Come potrebbe guidare il Paese?». Il sindaco di Palermo Leoloca Orlando commenta: «La mortificazione del diritto internazionale e la mortificazione dei diritti umani di persone disperate hanno contraddistinto l’azione di Salvini ministro. Mentre la magistratura ha fatto e fa il suo dovere la smetta Salvini di mortificare anche la giustizia sfuggendole grazie a odiosi privilegi di casta».

 

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