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Conte “riscopre” i sindacati. «Sì a meno tasse sul lavoro»

L’incontro a Palazzo Chigi con i segretari di Cgil, Cisl e Uil. «Il nostro obiettivo ha spiegato il presidente del Consiglio è quello di remare insieme per il bene del paese e per rilanciare la nostra economia»
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Alleggerimento della pressione fiscale, a partire dalla riduzione delle tasse sul lavoro, una nuova agenda di investimenti “verdi” e un piano strutturale di interventi per il Mezzogiorno. Sono queste le priorità che il governo ha deciso di mettere al centro della prossima manovra economica, illustrate ieri dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte nel corso di un confronto a Palazzo Chigi con i segretari delle tre sigle sindacali.

«Vogliamo tenere i conti in ordine – ha spiegato Conte – e sarà per questo fondamentale una seria lotta all’evasione fiscale». Al tavolo, assieme al premier e ai leader di Cgil, Cisl e Uil – Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo – c’erano anche i ministri dell’Economia e del Lavoro, Roberto Gualtieri e Nunzia Catalfo, che saranno i primi, nei prossimi giorni, ad aprire dei tavoli tematici per lo studio della legge di bilancio con i segretari dei sindacati.

Il primo punto segnato da Conte è nel cambio del metodo, esaltato da tutti e tre i leader sindacali come sintomo di un effettivo interesse alla piattaforma approvata dagli esecutivi unitari riuniti il 22 ottobre scorso proprio per valutare il Def e la legge di Bilancio 2019. «Il nostro obiettivo, infatti, è quello di remare insieme per il bene del Paese», ha evidenziato il premier, mentre il ministro dell’Economia ha rassicurato le parti sociali sulle tempistiche di tale dialogo: «L’orizzonte del Governo triennale è fondamentale per rilanciare la crescita e l’occupazione» in vista del lavoro comune.

Per Furlan si tratta di «Un buon inizio», un nuovo clima di confronto che rappresenta la vera differenza rispetto al passato, quando al governo si contestava l’incapacità di essere consequenziale sul piano di confronto. Ma «ora bisogna individuare un percorso comune per dare una scossa all’economia». Ed è questa la base per “scrivere” insieme la legge di Bilancio, con confronti sia prima sia dopo la nota del Def. Senza ideologie, fanno sapere i presenti, ma mantenendo comunque dei paletti.

Motivo per cui quota 100 e reddito di cittadinanza, ha fatto sapere preventivamente Conte, non si toccano. Ma non senza novità: la promessa è che partiranno, finalmente, le politiche attive del lavoro connesse al reddito di cittadinanza, mentre verranno affrontati in prospettiva gli altri temi legati alle due misure, che riguardano le pensioni di garanzia per i giovani e quelle dei lavoratori discontinui, la separazione tra assistenza e previdenza e la conferma dell’Ape sociale, «Che scade a fine anno», ha rimarcato Barbagallo.

Su quota 100 e reddito, ha replicato Landini, l’intento è fare «Un’analisi concreta di quanto avvenuto, per capire se veramente quello strumento è servito per combattere la povertà o se sono necessari miglioramenti o aggiustamenti. Così come abbiamo ribadito che la revisione della legge Fornero per noi non è solo quota 100». E sull’ipotesi del salario minimo, il leader della Cgil ha ricordato la priorità dei sindacati: «Dare valore “erga omnes” ai contratti nazionali, in modo da risolvere non solo la questione della paga oraria, ma anche quella delle tutele e dei diritti».

La manovra – questa la certezza portata a casa – dovrà contenere i provvedimenti sia per la sterilizzazione dell’Iva sia – e soprattutto – per la riduzione del cuneo fiscale, un provvedimento necessario per favorire le buste paga dei lavoratori, ma anche per sostenere le imprese, «che producono il 75 per cento per i consumi interni», ha evidenziato Furlan. Ma bisogna ridurre anche le tasse sulle pensioni italiane, tra le più tartassate d’Europa, ha evidenziato. Punto di partenza della discussione è stata la piattaforma, che prevede nuove politiche di sviluppo industriale, un rafforzamento delle amministrazioni pubbliche in termini di personale e competenze, con un piano straordinario di assunzioni e di rinnovi e un rafforzamento delle politiche sulla sicurezz.

Anche a partire da una revisione delle norme sullo sblocca cantieri, che hanno ridotto non solo la trasparenza degli appalti, ma anche, di subappalto in subappalto, la stessa sicurezza, ha evidenziato Furlan. Su questi temi specifici, ha garantito Conte, si apriranno dei confronti con i singoli ministeri, mantenendo come unico tavolo di verifica, in vista della manovra, quello di Palazzo Chigi.

Il primo tavolo è stato già calendarizzato per la prossima settimana al ministero del Lavoro, dove si avvierà un confronto sulla sicurezza, a partire dai 600 morti registrati dall’inizio dell’anno, un vero e proprio «bollettino di guerra». Poi, a cascata, si parlerà di scuola l’anno è iniziato con 170mila supplenti – sanità, pubblico impiego, fisco e investimenti pubblici. «Ci è stato garantito che anche da questo punto di vista – ha concluso Furlan – si cambia».

 

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