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In Umbria e Toscana la filosofia entra in carcere

Firmati due protocolli di intesa firmati dal Provveditore dell'Amministrazione Penitenziaria e dalla presidente di Eu-Topia onlus Anna Maria Corradini
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I filosofi entrano in carcere per aiutare i detenuti e non è la prima volta. Firmati due protocolli di intesa firmati dal Provveditore dell’Amministrazione Penitenziaria per Umbria e Toscana Antonio Fullone e dalla presidente di Eu- Topia onlus Anna Maria Corradini. Quest’ultima è un’associazione composta da un gruppo interdisciplinare di professionisti che coniugano competenze filosofiche, sociali, ambientali e architettoniche. L’Associazione parte dal principio che sia necessario attivare uno sguardo molteplice e in- disciplinato nell’impostazione e soluzione di problemi complessi, entro una forma co- produttiva di azione.

L’Associazione si interessa del tema della marginalità, nelle sue diverse forme, ovvero ciò che è marginale viene concettualizzato, indagato e ripensato per costruire nuove forme di abitabilità: carceri, case per anziani, luoghi abbandonati o dimenticati. L’associazione punta a trasformare questi spazi per poterli vivere con nuove forme di con- divisione e solidarietà, e i loro abitanti aiutati a ripensare la propria esistenza dando voce alle loro potenzialità. Grazie a questi protocolli, i consulenti filosofici di Eu- Topia potranno entrare negli istituti come volontari ( come stabiliscono gli artt. 17 e 78 ordinamento penitenziario) e svolgeranno la propria attività con il coordinamento del funzionario giuridico- pedagogico referente per il progetto. Obiettivi del protocollo di consulenza destinato al personale penitenziario sono quelli di trattare problemi di disagio e sofferenza nelle relazioni e conflitti legati ad autostima e problematiche della sfera emozionale per il miglioramento della qualità della vita personale e professionale. Il protocollo è costituito da cinque incontri tematici con gruppi di massimo dieci operatori e in colloqui individuali.

Così come è avvenuto nel 2017, quando la stessa associazione ha siglato un protocollo d’intesa con il provveditorato per le regioni del Veneto, Friuli Venezia Giulia e il Trentino Alto Adige. Come il protocollo attuale, ciò non ha comportato spese per l’Amministrazione Penitenziaria e ha previsto l’elaborazione di studi e ricerche per individuare e definire strategie d’intervento efficaci nell’ambito del trattamento. La figura del consulente filosofico è di estrema importanza, visto che è stato molto utilizzato dalle aziende per contribuire al benessere dei lavoratori, ma ancora troppo poco nei contesti di emarginazione sociale come il carcere. La consulenza filosofica, infatti, è un cammino interiore che mira alla conoscenza di sé e lavora sull’ intelligenza, facoltà dell’uomo che dona senso agli aspetti del vivere; accompagna una persona nella ricerca del significato che si nasconde nel cuore del suo disagio, è una pratica radicalmente diversa da qualsiasi terapia. Le normali difficoltà che gli uomini incontrano nella vita vengono in questo caso pensate nel loro valore esistenziale anziché clinico.

 

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