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Noemi fuori dal coma, preso il presunto sparatore, che respinge le accuse

A Napoli emozione e speranza. Secondo il procuratore Melillo, il delitto si inquadra in un contesto camorristico. Armando e Antonio del re avevano precedenti per droga
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Proprio mentre Carabinieri e Guardia di Finanza arrestavano i presunti killer che l’hanno ferita, la piccola Noemi ha aperto gli occhi. E ha chiesto di poter avere le sue bambole, come se questa settimana di sonno profondo, in bilico tra la vita e la morte, per la piccola di soli 4 anni non ci fosse mai stata. Sembra quasi un miracolo quello avvenuto a Napoli. La bambina, ferita venerdì scorso a piazza Nazionale, ora è stata stubata ed è vigile e cosciente.

«Quando si è svegliata tutti abbiamo fatto un grande applauso, lei ha aperto gli occhi e ha chiesto della mamma», ha spiegato sua zia Jessica. In carcere sono finiti Armando ed Antonio Del Re, fratelli di 28 e 18 anni, considerati i responsabili di quell’agguato che aveva come vittima designata Salvatore Nurcaro, di 31 anni, rimasto ferito e ancora in terapia intensiva. Ferita anche la nonna della bambina, Immacolata Amodio. «Spero che soffra molto anche lui, come stiamo soffrendo noi», ha aggiunto la zia della piccola riferendosi ad Armando Del Re, presunto sparatore.

L’uomo è stato bloccato in provincia di Siena, in un autogrill, a bordo di una 500 bianca con la madre e la sorella. Secondo l’ipotesi degli inquirenti, sarebbe stato diretto a San Gimignano, dove il padre è detenuto nel carcere di massima sicurezza di Ranza, probabilmente convinto di trovare una copertura per nascondersi nel senese. La sua fuga, invece, è finita proprio lì, disarmato, con lo sguardo basso, una felpa gialla e le mani in tasca. Ad aiutarlo, in questi 7 giorni di fuga, sarebbe stato il fratello Antonio, immortalato con lo sguardo beffardo mentre i carabinieri lo scortavano in caserma, a Nola, lo stesso luogo dove aveva sede la società di Nurcaro, poi finito in bancarotta.

Potrebbe essere legato a quel fallimento, anche se gli inquirenti mantengono il massimo riserbo, il movente di un delitto che la procura inquadra in «pieno contesto camorristico», come spiegato in conferenza stampa dal procuratore di Napoli Giovanni Melillo. L’accusa, per i due, è di tentato omicidio, con l’aggravante della premeditazione. I fratelli Del Re, infatti, avrebbero ideato l’agguato e pedinato Nurcaro per giorni, prima di mettere in pratica il loro piano. Gli investigatori, intanto, sono alla caccia di eventuali complici dei due, che hanno alle spalle denunce e arresti per droga.

Armando e Antonio Del Re, ha spiegato Melillo, «sono entrambi coinvolti nella pianificazione e nella materiale esecuzione dei delitti. L’esecutore materiale, secondo la ricostruzione, è Armando – ha affermato in conferenza stampa – Antonio ha svolto funzioni di supporto logistico e di concorso nella ideazione del delitto, che ha richiesto una lunga pianificazione. I movimenti della vittima sono stati a lungo controllati e cioè rivela la metodologia mafiosa del delitto».

Nel corso dell’interrogatorio di convalida del fermo, tenutosi oggi davanti al giudice per le indagini preliminari del tribunale di Siena, Buccino Grimaldi, Del Re si è difeso affermando di non c’entrare nulla con la sparatoria. L’interrogatorio si è tenuto nel carcere senese di Santo Spirito, dove Del Re è in stato di fermo da ieri. L’indagato era assistito dal suo difensore, l’avvocato Claudio D’Avino. La decisione del gip sulla convalida del fermo è attesa per lunedì prossimo.

Fondamentali, per arrivare ai sospettati, sarebbero state alcune intercettazioni già in corso sui due indagati, che hanno portato gli inquirenti sulla pista giusta. A ciò si aggiungono le immagini dei sistemi di videosorveglianza, l’identikit del sicario e notizie raccolte sul territorio, che hanno portato al provvedimento di fermo firmato dai pm Antonella Fratello, Simona Rossi e Gloria Sanseverino (coordinati dal procuratore Melillo e dall’aggiunto Giuseppe Borrelli), che hanno ravvisato un imminente pericolo di fuga.

E, infatti, entrambi erano lontani dal rione delle “Case Nuove” di Napoli. Mentre gli investigatori arrestavano i due, dunque, la piccola Noemi apriva gli occhi. Da ieri mattina è stata portata ad uno stato di sedazione non profonda, tornando a respirare spontaneamente, supportata da ossigeno ad alti flussi. La prognosi rimane, comunque, riservata. Giovedì, stando al bollettino medico del Santobono Pausilipon, «la bambina è stata sottoposta a broncoscopia sia a destra che a sinistra, così da permettere di liberare i bronchi da muchi e coaguli». Intanto i due vicepremier, Luigi Di Maio e Matteo Salvini, hanno annunciato di voler fare visita alla piccola Noemi. «Lo Stato c’è e risponde colpo su colpo alla protervia della criminalità – ha dichiarato il procuratore generale di Napoli, Luigi Riello – Confidiamo che queste attività d’indagine e questi primi provvedimenti siano rapidamente confermati dalle decisioni del giudice».

 

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