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Maria Ressa, la giornalista perseguitata da Manila

Filippine, ieri il settimo arresto: vietato criticare il presidente
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Ha conquistato la copertina del Time come persona dell’anno 2018, insieme a Khashoggi e ad un pugno di altri giornalisti definiti i guardiani della verità. Ieri la filippina Maria Ressa è stata arrestata dagli agenti di polizia che la attendevano all’arrivo all’aeroporto di Manila, per la seconda volta un mese il fermo che le era costato una notte in detenzione con l’accusa di diffamazione a mezzo Internet.Stavolta l’accusa era di frode finanziaria, perché il sito da lei gestito avrebbe ricevuto fondi illeciti da una società americana, e con altri membri del sito sarebbe accusata di aver emesso certificati di deposito a una società indonesiana che ha investito nel sito web, in violazione della legge che vieta la proprietà o il controllo da parte di entità straniere su società, proprietà, entità riservate ai filippini, tra questi i media.

Ressa era di ritorno dagli Stati Uniti, ed è stata condotta direttamente in tribunale per il pagamento delle cauzione.La giornalista dirige il sito Rappler e si distingue per le sue critiche al presidente Rodrigo Duterte e ha condotto diverse inchieste tra cui una su come il presidente usi i social media per reprimere il dissenso.«Non pensavo che il governo delle Filippine avrebbe preso sul serio la mia battuta sul collezionare mandati di arresto», ha commentato la giornalista, che ha ricordato che per lei si tratta del settimo mandato di arresto sotto l’amministrazione del presidente Duterte. «Questa è una parodia della giustizia. Non ho fatto nulla, non sono una criminale, vengo trattata come una criminale», ha dichiarato.

Intanto sempre nelle Filippine un padovano di 49 anni, Andrea Guarnieri, è stato ucciso a colpi di arma da fuoco nella propria abitazione a Dauin. Guarnieri si era trasferito nel paese asiatico nel 2014 dove aveva avviato un’attività di investimenti immobiliari. È stata la moglie della vittima, una filippina, ad avvisare il fratello che vive a Padova.L’uomo, che lascia un figlio di nove anni, si trovava da solo nella dependance della sua villa quando è stato colpito a morte. Secondo il racconto del fratello, «è stato freddato con due colpi di pistola da due killer. Un’esecuzione, forse l’acquisto recente di un terreno aveva dato fastidio a qualcuno. Ad agire non è stata la criminalità comune».

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