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Dalla contrattazione risposte al lavoro femminile

Oggi a Roma l’iniziativa nazionale di Cgil, Cisl e Uil “Si chiamerà Futura”
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Più valore al lavoro femminile attraverso risposte contrattuali innovative. Una strada chiara quella da percorrere per Cgil Cisl Uil che oggi a Roma con l’iniziativa nazionale “… Si chiamerà futura, La contrattazione di genere protagonista del cambiamento” celebrano la Giornata internazionale della Donna.

Appuntamento nella Capitale per lavoratrici e delegate che in questo 8 Marzo discuteranno di conquiste e diritti delle donne nella società e nel mondo del lavoro. Interverranno alla kermesse la responsabile delle Politiche di genere Cgil Susanna Camusso, la segretaria confederale Uil Ivana Veronese mentre le conclusioni sono affidate alla segretaria generale della Cisl Annamaria Furlan.

Oggi sono ancora troppi gli ostacoli che impediscono una piena realizzazione delle donne nel mondo del lavoro, su tutti un’organizzazione del lavoro in grado di permettere alla donna di seguire la famiglia e condividerne la cura con l’uomo, il gap salariale, la mancanza di infrastrutture sociali e servizi mirati. «Le lavoratrici italiane guadagnano in media il 71,7% rispetto al salario degli uomini ( escluso pubblico impiego e cooperazione). L’occupazione femminile in Italia non raggiunge il 50% ( classe d’età 15- 64 anni) ed è ben al di sotto della media Ue del 60,4%» spiega il segretario confederale Cisl Giorgio Graziani.

Ma non solo. «Il tasso di occupazione delle donne tra i 25 e i 49 anni si ferma al 54,1% se sono madri, mentre cresce sino al 79% per le donne che vivono da sole e quelle in coppia ma senza figli ( 69,2 %) – aggiunge il sindacalista -. Su 100 occupate senza figli, sono 75,5% quelle con figli in età prescolare, in diminuzione rispetto agli anni precedenti». Le soluzioni possibili per la Cisl passano da un modello contrattuale al passo con le nuove esigenze.

«La contrattazione, per il sindacato, rappresenta lo strumento d’elezione – ribadisce Graziani – in grado di promuovere la parità e le pari opportunità nei diversi contesti produttivi; di prevenire e contrastare quelle forme di discriminazione che favoriscono e alimentano segregazione e segmentazione lavorativa di genere».

Una via virtuosa come confermano anche i numerosissimi accordi di secondo livello siglati in tutto il Paese, percorso innovativo in cui la conciliazione si è fatta concreta, dando così spazio a flessibilità di orario, a formazione, sanità integrativa e a misure di welfare a tutto campo.

La lotta alla discriminazione delle donne ha tante sfumature, comprese quelle drammatiche della violenza e del femminicidio. Un cambiamento culturale quello necessario e a cui stanno contribuendo iniziative di prevenzione e denuncia da parte di istituzioni e realtà associative. Una donna autonoma che lavora è infatti più forte ed indipendente ma pure in questo contesto non è immune da pericoli.

Proprio per questo Confindustria, insieme a Cgil Cisl Uil, hanno sottoscritto un protocollo per contrastare le molestie nei luoghi di lavoro che si sta sempre più diffondendo in Italia. Le donne comunque non si lasciano scoraggiare, oggi sono meno sole anche se il punto di equilibrio, il cosiddetto work life balance, è ancora lontano. Intanto ogni giorno le donne continuano ad affrontare vita e lavoro da acrobate.

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