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Berlusconi di nuovo in campo: «Di Maio il vero nemico, ma ha fallito negli studi»

Berlusconi
La contro-Leopolda del leader di FI: i 5 stelle sono un pericolo, anche se non hanno né arte né parte, dice. Il messaggio a Salvini: dal notaio va chi non si fida. E sul governo assicura che 12 ministri su 20 verranno dalla società civile
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Silvio Berlusconi scende di nuovo in campo. Esattamente come nel ’94 anche se stavolta il “pericolo” che vuole scongiurare non è quello comunista ma dei 5 stelle che “non hanno né arte né parte” e si fanno guidare da “un vecchio comico e da un esperto di comunicazione”. Nello stesso giorno in cui Matteo Renzi ha chiuso la Leopolda, Berlusconi è salito sul palco di IdeeItalia, la cosiddetta contro-Leopolda di FI, organizzata a Milano da Paolo Romani e Mariastella Gelmini. “Non avevo presente la contemporaneità. La Leopolda ha chiamato i giovani, che sono una parte dell’Italia che non vede il futuro e su cui dobbiamo intervenire, ma noi abbiamo sentito tutta Italia”, ha rivendicato all’inizio di un intervento fiume durato quasi quanto una partita di calcio, in cui ha recitato Dante, fatto battute e ripetuto le sue proposte, dalla flat tax all’abolizione del bollo sulla prima auto.Poco pero è lo spazio che Berlusconi ha dedicato alla sinistra, che non considera più una possibile alternativa di governo perche “parlano solo dei conflitti fra di loro”. Adesso il rischio è che vincano i 5 stelle. Certo il loro candidato premier Luigi Di Maio “ha un faccino pulito” ma in passato “si è iscritto a Legge e ha fallito, si è iscritto a Ingegneria e ha fallito. L’unico lavoro che ha fatto è stato lo steward al San Paolo per vedere gratis le partite del Napoli”, e l’87% dei parlamentari M5S, ha ammonito, non ha mai presentato una denuncia dei redditi, quindi non ha mai lavorato. “Sono loro – ha aggiunto il leader azzurro – i veri professionisti della politica. Via dal Parlamento non saprebbero come campare”. Parole alle quali ha replicato seccamente Luigi Di Maio, anche oggi in tour a Milano. “Berlusconi ci attacchi pure ma la sua rivoluzione liberale ha fallito. Sta facendo con noi quello che faceva la sinistra con lui, perdendo sempre”, ha spiegato il frontman M5S citando alcuni punti del programma “liberale” pentastellato: via le tasse sulla case, via la tassa di successione, una misura choc per imprese e riduzione del costo di lavoro.Berlusconi, invece, ha preparato un programma che metterà a punto in un incontro “prossimo” con i suoi due alleati Lega e Fratelli d’Italia. Non saranno pero gli unici perché – ha spiegato – il centrodestra avrà una “quarta gamba” formata già adesso da “una decina di piccoli partiti”. Il ruolo principale sarà comunque di imprenditori e professionisti. Nel governo che immagina, il Cavaliere vede 20 ministri, 12 “superprotagonisti” della società civile e 8 politici. Tre di FI, tre della Lega e due di FdI, anche se bisognerà “fare spazio alla quarta componente del futuro centrodestra”. E non ci sarà bisogno di sancire un patto ‘anti inciucio’ davanti a un notaio, come aveva proposto il segretario della Lega Matteo Salvini, perché dal notaio si va “quando non ci si fida” e Carroccio e Fratelli d’Italia “sono alleati, non concorrenti”, ha sottolineato. Berlusconi è pronto a impegnarsi nella campagna elettorale in prima persona. Da gennaio visiterà tutte e venti le Regioni italiane. “Da quando sono sceso in campo – ha ricordato – mi hanno dato oltre 200 milioni di voti, quindi ritengo un mio preciso dovere, come lo fu nel ’94 quando lasciai una professione che mi piaceva moltissimo per scendere in campo in una politica che non mi è mai piaciuta, scendere in campo per evitare che il Paese vada in una situazione grave e pericolosa”. “Lo farò – ha sottolineato – con le forze di chi ha più di 70 anni ma si sente un giovanotto intellettualmente e fisicamente. Io mi sento 40 anni e mi comporto da quarantenne”.

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