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Da Hitchcock a Kevin Spacey: se l’artista è sessista e violento cancelliamo i suoi capolavori?

Dopo il caso Weinstein, si corre il rischio di una ondata di moralismo globale
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Il Nuovo Ordine Morale che si sta rapidamente affermando nel mondo, anche se con qualche colpevole ritardo nel nostro Paese, ci impone alcuni doverosi passaggi, nella consapevolezza che consentire la diffusione di opere create da autori privi del necessario senso morale significherebbe minare alle radici l’Ordine che siamo incaricati dalla Storia di edificare.

Urge prima di tutto rivolgere scuse pubbliche ai giudici della Corte di Cassazione che il 29 gennaio 1976 ebbero il coraggio civile di ordinare la distruzione di tutte le copie del film Ultimo Tango a Parigi.

Per lunghi anni quei magistrati sono stati oggetti di critiche e contumelie che si rivelano oggi prive di ogni fondamento. Sappiamo oggi che la famosa “scena del burro” era stata girata senza il permesso dell’attrice, che non era stata neppure avvertita e che ha per tutta la vita risentito di quella brutale violenza. Con il ritiro della pellicola si disporrà anche una nuova cancellazione dei diritti politici per l’autore, Bernardo Bertolucci, del resto già giustamente sanzionato in questo senso per cinque anni nel 1976.

In nome del sempre necessario senso della misura, non si considera al momento necessario sequestrare gli altri film del medesimo autore, mentre è chiaramente inevitabile il divieto di proiezione di tutte le altre pellicole intrepretate da Marlon Brando, accusato dalla figlia di averla violentata più volte.

Si disporrà con urgenza il divieto di trasmissione e diffusione sia nelle sale cinematografiche che in tv che su Internet del film Via col vento, che offende la popolazione nera di tutto il mondo abbondando nei più vieti stereotipi e si rende colpevole di propaganda a favore degli Stati razzisti e ribelli del Sud. Anche in questo caso non appare al momento necessario intervenire su altri film diretti dallo stesso regista mentre è inevitabile applicare un divieto tassativo di diffusione di tutte le altre opere interpretate da Clark Gable, accusato nel 1998 dall’attrice Loretta Young di averla stuprata 63 anni prima.

Nello stesso spirito, si procederà all’eliminazione da tutti i musei dedicati alla storia del cinema delle pellicole di David Wark Griffith e in particolare di quel Birth of a Nation che, con la sua esaltazione palesemente razzista del Ku Klux Klan, veicola messaggi resi tanto più subdoli e minacciosi dalle elevate qualità artistiche della pellicola, considerata l’atto di nascita del cinema.

La Commissione si è a lungo interrogata sull’opportunità di intervenire sulle opere di sospetti molestatori di minorenni come Charles Chaplin, pederasti come Pier Paolo Pasolini, figure di dubbia moralità come Woody Allen, senza arrivare per ora a una conclusione definitiva. Sarà quindi per il momento sufficiente avvertire gli spettatori delle ombre che circondano gli autori, in attesa di ulteriori e possibili sanzioni.

Appare invece obbligatorio dare immediatamente corso al ritiro di tutti i film di Alfred Hitchcock il cui abuso di potere, aggravato dalla turpitudine dei moventi intesi come indirettamente sessuali, di- strusse la carriera dell’attrice Tippi Hedren e dello stupratore Roman Polansky. In questo caso si reputa utile anche il divieto d’ingresso in territorio nazionale della vittima, Samantha Geimer, che con le sue ripetute richieste di far cadere le accuse contro il regista si è resa oggettivamente complice dello stupro da lei stessa subito.

In questa primissima fase della sua attività la Commissione si è concentrata soprattutto sulla fiction cinematografica, e anche solo questo fronte ha appena iniziato a scalfire un problema che si profila titanico. La Commissione considera però imprescindibile inviare almeno alcuni primissimi segnali anche in altre sfere come la letteratura, la filosofia, la musica e l’arte figurativa.

Dispone pertanto la censura dell’intera opera dello scrittore Louis- Ferdinand August Destouches, inteso Céline, in quanto autore di un testo antisemita come Bagattelles per un massacro, che offende gli ebrei tutti e in particolare la memoria della Shoah. Dato il livello particolarmente scadente dell’opera in questione, tuttavia, si ritiene utile consentire la diffusione esclusivamente di questo testo, come monito per chiunque intendesse seguire il deplorevole esempio. Per le stesse ragioni vengono messe al bando le opere del filosofo tedesco Martin Heidegger, il cui antisemitismo appare conclamato dopo la pubblicazione dei Quaderni neri, dello scrittore norvegese Knut Hamsun, con ritiro immediato del premio Nobel, e del compositore Richard Wagner.

La Commissione ritiene inoltre che le violenze fisiche commesse su alcune donne non consentano ulteriormente l’esposizione o la diffusione delle opere del musicista jazz Miles Davis, dello scrittore Ernest Hemingway e del pittore Edward Hooper. Pur non trattandosi di violenze fisiche ma di proseguite umiliazioni e violenze morali ai danni della fotografa e modella Dora Maar, la stessa misura deve intendersi applicata alle opere del pittore spagnolo Pablo Picasso.

Caratteri particolarmente delicati ha rivestito il tema devastante della pedofilia. Pur avendo solo lambito questo fetido contenente, risulta necessario almeno vietare ogni forma di diffusione della musica del pedofilo Michael Jackson. La decisione più dolorosa, perché apparentemente feroce nei confronti di milioni di bambini, è stata senza dubbio per noi quella di ordinare il ritiro dei 26 premi oscar che hanno premiato il pro-dut-tore Walt Disney e di tutte le opere da lui prodotte. Per quanto sofferta e a lungo discussa la scelta si è resa necessaria nei confronti di un uomo che, senza contare le esplicite simpatie per il nazismo, rifiutava di far lavorare nella sua azienda le donne.

Queste scelte, come le altre che presto seguiranno, non sono state prese a cuor leggero. Ma tra i diritti degli spettatori o dei lettori e quelli di una Morale depurata dai miasmi del sessismo, del razzismo e dell’antisemitismo un popolo civile e moderno non può avere dubbi.

 

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