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Afghanistan, calca all’aeroporto di Kabul: sette morti

Afghanistan, calca all'aeroporto di Kabul: sette morti
Ancora morti in Afghanistan. Sette persone sono decedute a causa della calca creatasi all’aeroporto di Kabul. Intanto in Italia arrivano altre 211 persone.
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Sette persone tra la folla vicino all’aeroporto di Kabul, in Afghanistansono morte nella calca mentre cercavano di avvicinarsi allo scalo per lasciare il Paese: lo riporta Sky News, che cita un comunicato diffuso questa mattina dal ministero della Difesa britannico. Il ministero non ha specificato se tutte le vittime siano morte oggi, né ha reso noto le cause dei decessi.

Karzai incontra i talebani

L’ex presidente afghano Hamid Karzai e l’ex vice primo ministro del Paese Abdullah Abdullah hanno incontrato i talebani nell’ambito dei colloqui iniziati questo fine settimana tra il movimento e ciò che resta dell’ex governo afghano per chiarire il futuro politico del Paese.  Karzai e Abdullah fanno parte del cosiddetto Consiglio di coordinamento, l’organismo che, insieme all’ex signore della guerra Gulbuddin Hemaktyar, rappresenta le autorità afgane dopo che l’ex presidente Hamid Karzai è fuggito dal Paese quando i talebani hanno preso la capitale afghana, Kabul.

Secondo una dichiarazione dell’ufficio di Abdullah, entrambe le parti «hanno scambiato opinioni sull’attuale situazione della sicurezza e sugli sviluppi dell’attività politica», nonché su un «accordo politico inclusivo» per il futuro del Paese.  La conversazione si è svolta presso la residenza dell’ex vice primo ministro – e capo negoziatore afghano durante i falliti colloqui di pace con gli insorti – e ha visto la partecipazione di funzionari dell’ufficio politico dei talebani, come Shahabuddin Dellawari Delawar, Abdul Salam Hanafi, Jairulá Jairjua e Abdulrramán Feda, riporta Tolo News. Karzai e Abdullah hanno anche incontrato ieri il nuovo governatore talebano di Kabul, Abdulramán Mansur, per valutare l’attuale situazione della sicurezza nella capitale afgana, sei giorni dopo la conquista talebana.

In Italia altre 211 persone evacuate dall’Afghanistan

È atterrato a Fiumicino con a bordo 211 persone che sono state evacuate da Kabul la scorsa notte con due C 130J. Lo riferisce un comunicato stampa del ministero della Difesa. Nella notte un altro C130J è decollato da Kabul con a bordo 103 persone per rientrare in Kuwait. Altri tre C130J nella giornata di oggi voleranno verso Kabul per evacuare altri cittadini afgani. Dal giugno scorso, quando con l’operazione Aquila 1 sono stati portati nel nostro Paese 228 afgani, sono circa 2.100 i cittadini afgani tratti in salvo e circa 1.300 quelli trasferiti in Italia.

La Difesa ha messo in campo per l’operazione Aquila Omnia, pianificata e diretta dal Comando operativo di vertice interforze (Covi), comandato dal generale Luciano Portolano, otto aerei, quattro KC767 che si alternano tra l’area di operazione e l’Italia e quattro C130J, questi ultimi dislocati in Kuwait, da cui parte il ponte aereo per Kabul.

Sono oltre 1.500 i militari italiani del Covi impegnati su disposizione del ministro della Difesa Lorenzo Guerini in questa complessa operazione per il ponte aereo Roma-Kabul. Personale del Joint Force HQ (Jfhq), del Comando operazioni forze speciali (Cofs), della Joint Evacuation Task Force (Jetf), della Joint Special Operation Task Force (Jsotf), del Comando operazioni aerospaziali Am (Coa), della 46esima Brigata aerea, del 14esimo Stormo dell’Aeronautica militare, della Task Force Air di Al Salem (Kuwait), oltre a tutti i militari delle Forze armate e dei Carabinieri preposti alla accoglienza e gestione al loro arrivo in Italia.

Secondo i dati del Covi aggiornati alle 19:00 del 21 agosto, il 40 per cento degli afgani evacuati è costituito da bambini, mentre il restante 60 per cento è composto da uomini (36 per cento) e donne (24 per cento).

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