Il Dubbio di oggi

Il Dubbio del lunedì

Mascherine all’aperto e coprifuoco. Se l’emergenza minaccia (di nuovo) lo Stato di diritto

Il nuovo Dpcm atteso per mercoledì potrebbe estendere le misure di contenimento a tutta l'Italia. Il Viminale: «anche l'esercito per i controlli»
Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin

Per prima lo ha sperimentato la Lombardia: obbligo di mascherina anche all’aperto nei mesi più duri della pandemia di Covid-19. L’estate poi aveva in parte sedato il virus permettendo un alleggerimento degli aspetti più rigidi sull’uso della protezione. Ma ora le mascherine tornano prepotentemente al centro della scena. Mentre continuano a lievitare i dati del contagio – 2844 i nuovi casi nel bollettino di oggi – alcune regioni si sono portate avanti riabilitando l’uso della protezione facciale anche “en plein air”: per prima la Campania, che ha introdotto l’obbligo il 24 settembre, seguita con l’ordinanza di ieri dal Lazio. Una misura utile? Per l’Organizzazione mondiale della sanità il discorso è complesso: le mascherine da sole non ci salveranno, è in sostanza il messaggio. Nel senso che devono «fare parte di un pacchetto completo di misure di prevenzione», chiarisce l’Organizzazione.

Intanto sul web si apre ufficialmente il dibattito in vista del nuovo Dpcm atteso per mercoledì che potrebbe contenere una stretta: con la proroga dell’emergenza fino al 31 gennaio, l’orientamento è di estendere le misure di contenimento all’intero Paese. «Il dpcm che imporrà la mascherina sarà illegale perché in netto contrasto con le leggi 152/1975 e 155/2005 che vietano di coprirsi il voto», scrive più di un utente sui social. Mentre il critico d’arte Vittorio Sgarbi attacca il presidente del Lazio in seguito all’ordinanza di ieri: «Zingaretti limita le nostre libertà, dobbiamo incriminarlo per attentato alla Costituzione». L’ipotesa di estendere l’obbligo delle mascherine anche all’aperto, era stata avanzata ieri dalla sottosegretaria alla Salute Zampa, ma «al momento non ci sono deliberazioni», ha chiarito il presidente del Consiglio. «C’è questo dibattito che si è sviluppato ma non è stata assunta alcuna decisione – ha spiegato Conte. Ovviamente il governo si confronta e si confronterà con il Parlamento, quando ci sono da valutare nuove misure ci presentiamo preventivamente in Parlamento, ci confrontiamo, informiamo preventivamente anche i cittadini attraverso i parlamentari che sono i rappresentanti del popolo, dialoghiamo e cerchiamo sempre di prendere la decisione giusta nell’interesse della comunità nazionale». La premessa è che «in Italia la situazione comparativamente è migliore di altri paesi», ma la proroga dello stato di emergenza non vuol dire che «siamo in lockdown» o che ci sia «un abuso dei pieni poteri», è necessaria anche «per mantenere in piedi una serie di situazioni, come la rete di protezione civile, e certo non conviene farla di mese in mese».

Fonti di governo spiegano che nel Cdm di lunedì sera si discuterà anche un richiamo, o meglio un invito ai governatori ad attenersi alle regole stabilite sugli eventi, con un limite massimo di 200 spettatori per quelli al chiuso e non oltre i 1000 per gli eventi all’aperto. Le ordinanze regionali che eccedono i paletti contenuti anche nell’attuale Dpcm non sono state impugnate dal governo «per non inasprire il clima – spiegano le stesse fonti – ma con il balzo dei contagi bisogna riportare tutti al rispetto delle regole, senza eccezioni».  A Roma è partito da questa mattina il potenziamento dei servizi di controllo da parte della Polizia locale per il rispetto della ordinanza regionale in vigore da oggi sull’obbligo di indossare la mascherina anche all’aperto. Ciascun gruppo territoriale sarà impegnato con pattuglie dedicate in ogni turno per verificare in via prioritaria il rispetto delle nuove norme anti-covid, sia in forma statica con personale a piedi, in particolare nelle principali piazze del centro storico, dove c’è maggior afflusso di persone, sia in forma itinerante con vetture che svolgeranno un monitoraggio h24.

Le attività di controllo «potranno essere modulate in relazione a specifici quadranti territoriali e a determinate fasce orarie, in cui risulti maggiore il rischio di assembramenti, con il consueto concorso di operatori delle polizie locali e con l’eventuale ausilio del personale militare appartenente al dispositivo “Strade Sicure”, nel quadro del pertinente Piano di Impiego»: è quanto si legge nella circolare ai prefetti inviata dal Viminale in relazione ai controlli per il rispetto del misure anticovid. Il contenimento della diffusione del Covid-19 «continua a richiedere un notevole impegno operativo», che andrà condotto, anche in questa fase, in stretta sinergia con tutti gli attori del sistema pubblico, statale, regionale e locale. E in questo contesto le attività di controllo disposte nell’ambito degli ordinari servizi di prevenzione generale «dovranno, pertanto, corrispondere, soprattutto nei contesti territoriali più interessati dalla diffusione del contagio, anche all’esigenza di garantire il rigoroso rispetto delle prescrizioni contenute nelle citate ordinanze regionali e locali, per le quali trova applicazione l’impianto sanzionatorio». Il Capo di Gabinetto del Viminale, Bruno Frattasi, sottolinea che l’attività svolta dalle forze di polizia per la prevenzione e il contrasto della diffusione del virus «è stata finora assai intensa e significativa, sia con riguardo al numero degli operatori impiegati su tutto il territorio nazionale», e che «nella stessa ottica», potranno essere altresì valutate, in sede di Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, «ulteriori e mirate attività di controllo, sulla base delle concrete situazioni riscontrate in ambito territoriale, da definire con il contributo dei rappresentanti delle Amministrazioni locali interessate». Infine la raccomandazione, ai destinatari della circolare, di «adottare tutte le iniziative di propria competenza considerate necessarie per limitare al massimo il rischio di contagio».

 

 

Ultime News

Articoli Correlati