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Bonafede all’evento di Ocf: «L’avvocatura è decisiva»

Il ministro: prima il confronto con la professione, poi le riforme. Faccia a faccia con Malinconico, coordinatore dell’organismo forense, che dice: «restano le divergenze su prescrizione e mediatizzazione del processo»
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Prima la consegna nelle mani del guardasigilli Alfonso Bonafede del “Manifesto” per la salvaguardia della tutela dei diritti «approvato alla sessione del congresso di inizio aprile». Subito dopo Giovanni Malinconico, coordinatore dell’Organismo congressuale forense, introduce con le seguenti parole la Giornata della dignità e dell’orgoglio dell’avvocatura: «Con il ministro ci sono questioni su cui le idee sono convergenti, altre sulle quali divergono: prime fra tutte la prescrizione e la spettacolarizzazione nel processo penale».

Una premessa posta a Bonafede nel faccia a faccia che apre la mattinata al cinema Adriano di Roma e a cui danno vita appunto Malinconico e il guardasigilli. All’orgoglio richiamato nel titolo, il ministro conferisce un doppio risvolto: «Comprendo e rispetto il giudizio degli avvocati, ma sulla certezza della pena, per fare un esempio, devo fronteggiare il rischio che lo Stato perda credibilità agli occhi dei cittadini» . Poi sulla prescrizione bloccata dopo il primo grado dice: «Prima delle elezioni ho incontrato tanti avvocati di diversi Fori e ho sempre esposto con correttezza l’idea che il M5S aveva della modifica di questo istituto».

Rispetto ad alcuni interventi sul penale, l’orgoglio resta dunque dissenso. Ma la stessa categoria assume valore diverso alla luce di altri temi affrontati da Bonafede all’incontro di ieri: «Credo di aver messo in atto il proposito di non calare le riforme dall’alto, di discuterle prima con gli operatori della giustizia». E il ministro fa seguire alla premessa una serie di provvedimenti definiti ai diversi tavoli aperti con istituzioni e associazioni forensi. «Sulla riforma del civile non abbiamo esitato ad accantonare la prima bozza che prevedeva preclusioni istruttorie, ritenute inaccettabili dall’avvocatura».

Riguardo al patrocinio a spese dello Stato, conclusi i lavori del tavolo tecnico con il Cnf e le altre rappresentanze forensi, «in queste ore sottoporremo il testo al preconsiglio dei ministri», in vista di «una estensione dell’istituto e di liquidazioni più celeri» anche attraverso «una convenzione con la Banca d’Italia». Il guardasigilli prosegue: «Abbiamo già inviato il provvedimento sulle specializzazioni forensi al Consiglio di Stato, dove il presidente del Cnf Mascherin sarà audito nei prossimi giorni».

Ruolo centrale per l’avvocato nella «legge sulla class action, già approvata» e ovviamente «nel tavolo importantissimo aperto al ministero sull’equo compenso». Tutti impegni «presi al congreresso forense di Catania», dice il ministro, «e mantenuti o tradotti in iniziativa». Tra tutti, «il riconoscimento dell’avvocato in Costituzione». Bonafede ne legge ( «con emozione» ) il testo, «già depositato al Senato: è la conferma di quale sia l’idea alta che abbiamo del ruolo dell’avvocatura». L’orgoglio resta dunque declinato i termini di dignità e di fiera contrapposizione. Ma, come detto anche ieri, entro la cornice del dialogo.

 

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