«Il sottosegretario Delmastro è accusato di aver rivelato un segreto del proprio ufficio, e cioè dello stesso reato di cui è accusato Striano. È forse meno grave perché si chiama Delmastro?». Così l’onorevole Debora Serracchiani, responsabile giustizia del Partito Democratico in questa lunga intervista al Dubbio, nella quale aggiunge: «Il 20 marzo saremo in piazza con l’Unione Camere penali per denunciare la grave situazione delle carceri».

Da parte della destra la Procura Nazionale antimafia è sotto attacco. C’è chi addirittura invoca un commissariamento. Mentre la Meloni esclude una commissione di inchiesta. Qual è la vostra posizione su questo?

La Direzione nazionale antimafia non può essere commissariata ed è uno strumento essenziale per la lotta alle mafie e al terrorismo, di cui il Paese non può assolutamente privarsi. Piuttosto ciò che serve è adottare le cautele che consentano di superare le fragilità delle banche dati del sistema della giustizia che Melillo ha evidenziato in audizione. Vanno assicurate alla Dna risorse e strumenti che permettano alla stessa di affrontare le nuove sfide tecnologiche stando al passo con la criminalità organizzata, che quegli strumenti utilizza sempre più. Quanto alla commissione di inchiesta, ci ha stupito l’intervento del ministro Nordio che, dapprima scarica sul Parlamento la propria inerzia e poi si fa smentire dalla stessa Presidente del Consiglio, che gli ha ricordato esserci già la Commissione antimafia e il Copasir.

La Procura Nazionale Antimafia ha a disposizione una banca dati enorme alla quale possono attingere magistrati inquirenti e su autorizzazione la polizia giudiziaria. Il presidente dell’Anm Giuseppe Santalucia ha detto: «Certamente occorre innalzare i meccanismi di tutela che impediscono accessi abusivi» ma «non è affatto saggia l’idea di eliminare queste banche dati». Sareste d’accordo con una proposta come quella ipotizzata da Costa che mira a rafforzare gli strumenti per garantire la segretezza dei dati?

Le banche dati sono fondamentali per la lotta alla criminalità e, come detto, vanno certamente innalzate le tutele relative agli accessi e al loro uso. Ma sarebbe sbagliato farne a meno. Se un treno arriva sempre in ritardo, la soluzione non è sopprimerlo ma adottare tutte quelle misure che ne garantiscano la puntualità. Proprio oggi ( ieri, ndr) è stato incardinato alla Camera il ddl sulla sicurezza cibernetica, alla presenza del sottosegretario Alfredo Mantovano che la prossima settimana tornerà per esporne puntualmente il contenuto. Già quel provvedimento contiene interventi utili e necessari richiesti dalla stessa Procura nazionale. Starà a noi legislatori migliorarne il testo e renderlo utile ai fini che tutti condividiamo.

Secondo lei Striano sarebbe la classica singola mela marcia che fa eccezione in un sistema impeccabile o c’è qualcosa di più diffuso e preoccupante?

Sarà la magistratura ad accertare i fatti e a indicare responsabilità. Ed è importante che anche la commissione antimafia ed il Copasir stiano seguendo questa vicenda, la cui gravità è indubbia. Mi limito a rilevare che Cantone ha escluso vi sia - allo stato - una ipotesi di associazione a delinquere, di corruzione o concussione e che Striano è indagato per rivelazione di segreto d’ufficio e per accesso abusivo alle banche dati.

Lei insieme ad altri 3 parlamentari del Partito democratico avete chiesto di essere parte civile nel processo a carico del sottosegretario alla giustizia Delmastro. Volete far emergere fino in fondo la presunta gratuità e offensività delle parole che vi sono state rivolte in aula dagli esponenti di Fratelli d’Italia?

Vogliamo difendere la prerogativa dei parlamentari di visitare le carceri per accertare le condizioni di vita e di lavoro negli istituti di pena ed esercitare i nostri poteri ispettivi. Riteniamo inoltre molto grave quanto accaduto: il sottosegretario Delmastro è accusato di aver rivelato un segreto del proprio ufficio, e cioè dello stesso reato di cui è accusato Striano. È forse meno grave perché si chiama Delmastro?

Dovrebbe essere veloce l’iter di approvazione del ddl sugli smartphone. Si tratta di una estensione di garanzie per le persone a cui vengono sequestrati i dispositivi all’interno dei quali c’è tutta una vita. Che ne pensate?

Siamo d’accordo con l’introduzione di una disciplina sul sequestro degli smartphone, che avevamo sollecitata a seguito dell’indagine conoscitiva su intercettazioni. Siamo però critici sull’estendere i limiti di legge relativi alle intercettazioni anche al sequestro di chat e e- mail, poiché si rischia di ridurre eccessivamente uno strumento di indagine importante.

Due giorni fa altri due suicidi in carcere. Il 20 marzo l’Unione Camere Penali ha indetto una astensione e convocato una manifestazione. Ci sarete e se sì che messaggio lancerete?

Dall’inizio dell’anno i suicidi sono 23, se aggiungiamo quello intervenuto in un Cpr. La situazione delle carceri è di una gravità inaudita: sovraffollamento, edilizia fatiscente, carenze di organico, assenza di spazi per gli interventi trattamentali e potrei continuare. Aderiamo alla manifestazione e vi prenderemo parte, per denunciare e condividere proposte.

Indiscrezioni di stampa ieri mattina parlavano di una distanza profonda tra Nordio e Meloni, poi arriva la smentita di entrambi. Lei che idea si è fatta?

Molte volte la Presidente Meloni ha smentito il ministro. È accaduto con la commissione d’inchiesta, con il concorso esterno, col freno alla separazione delle carriere, solo per citare alcuni esempi. Oggi ( ieri, ndr) il ministro ha pure rilasciato una dichiarazione grave in forza della quale il suo ministero sarebbe “importante nella forma e non gradito nella sostanza”, facendo riferimento all’assenza di risorse. Forse la distanza è diventata un solco incolmabile.

La Commissione Ue ha richiamato cinque Paesi Ue, Italia compresa, al rispetto della direttiva sulle garanzie procedurali per i minori indagati o imputati nei procedimenti penali. Sembra intravedersi una critica verso i decreti Caivano e Cutro. Come commenta?

Lo abbiamo detto dal primo momento. Con il dl Caivano in particolare si è stravolto il processo minorile che era sempre stato considerato un fiore all’occhiello del nostro paese. L’allarme lanciato da Antigone, che ricorda che oggi sono in detenzione 500 minori, il numero più alto degli ultimi dieci anni, conferma che la rieducazione e l’inserimento sociale non sono una priorità di questo governo, ma che lo sia solo un innegabile spirito repressivo.

Nei prossimi giorni dovrebbe essere approvato il decreto attuativo della riforma su Csm e ordinamento giudiziario, che potrebbe includere anche i test psicoattitudinali per i magistrati. Qualora i test fossero destinati solo per chi ancora deve entrare in magistratura, quale sarebbe la vostra posizione?

Abbiamo già espresso la nostra contrarietà ad una misura inutile e provocatoria, tendente solo ad amplificare il conflitto aperto dalla destra con la magistratura.