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Parchi, strade e metro: i problemi irrisolti di Roma Capitale alla vigilia della fine del lockdown

Virginia Raggi in difficoltà: mezzi pubblici sovraccarichi, buche in centro e incertezza sulle aree verdi
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Nella piazza da mesi deserta davanti al Pantheon è franato il manto stradale e si è aperta una voragine profonda circa due metri. Il coronavirus ha fatto sparire i turisti e non c’è stato nessun ferito, ma la buca oggi è lì in bella vista, transennata per evitare che i pochi passanti possano farsi male. «E’ la metafora del fallimento della Capitale», ha tuonato il parlamentare Maurizio Gasparri, commissario di Forza Italia per la città di Roma, «Ma la Sindaca Raggi non aveva assicurato che, nel periodo di traffico limitato, dai primi di marzo fino ad oggi e oltre, si sarebbe adoperata per riparare il manto stradale?».

Virginia Raggi, dal canto suo, prosegue per la sua strada: impermeabile alle critiche, sulla sua pagina Facebook continua la carrellata di annunci: «Prosegue il nostro “piano Sanpietrini”, nella prima fase del cantiere è iniziata la rimozione della pavimentazione in Piazza Venezia. Nei prossimi mesi riqualificheremo via Nazionale rimuovendo i sanpietrini,», è stato l’annuncio di qualche giorno fa. Peccato che ormai il tempo pre Fase 2 sia agli sgoccioli e già dal 4 di maggio si assisterà ad un aumento del traffico, dunque tutti i futuri lavori avverranno al prezzo di congestionare il traffico cittadino, proprio nel momento della progressiva normalizzazione post- coronavirus. «In questi mesi in cui il traffico era ridotto e quindi si sarebbe potuto intervenire, che cosa si è fatto?», chiedono le opposizioni. Ieri la risposta, sempre via Facebook, della Sindaca: «Nelle settimane scorse il traffico limitato sulle strade ha consentito di velocizzare e, in molti casi, anticipare tanti cantieri che erano previsti nei prossimi mesi. Ora, durante le diverse fasi dei lavori cercheremo di arrecare il minor disagio possibile ai cittadini istituendo un senso di traffico alternato fino al termine delle operazioni».

La situazione dei mezzi pubblici è altrettanto drammatica: prima del lockdown il consueto affollamento su autobus e metro durante l’ora di punta era già un problema per turisti e pendolari, ma con il virus ancora in circolazione i mezzi pubblici sovraccarichi rischiano di diventare focolai itineranti. In vista del rientro al lavoro, il Comune insieme all’azienda dei trasporti romani ( Atac) ha effettuato uno stress test nella metropolitana A di San Giovani. Risultato: il contingentamento degli accessi rende lunghissimi i tempi di attesa. Non solo, Atac ha comunicato di non avere sufficiente personale per gestire e controllare l’accesso contingentato. «C’è la consapevolezza che l’offerta massima dell’intero sistema comunale e regionale dei trasporti è una invariante e che oltre un certo limite non si può andare, anche perché i tempi di approvvigionamento di nuovi mezzi sono necessariamente lunghi», ha ammesso l’assessore alla Mobilità, Piero Calabrese. Tradotto: nell’immediato si può fare poco o nulla. Per ora, infatti, sono solo stati incollati gli adesivi segnaletici che indicano dove è consentito sedersi, per mantenere il distanziamento sociale. «Servono più mezzi, più vagoni della metro. Con gli ingressi contingentati, la gente dovrà uscire di casa alle 4 di mattina per poter entrare in ufficio alle 9», ha chiesto il consigliere dem, Stefano Pedica. Per ora, Unica ipotesi di soluzione al vaglio della Giunta è la realizzazione di alcune nuove “bike lane”, da tracciare con la vernice, per incentivare l’uso della mobilità su bicicletta e monopattino nei tragitti di media lunghezza. Un ulteriore problema è legato al verde pubblico. Uno dei vanti di Roma sono i suoi parchi e le ville storiche, il Dpcm del governo prevede che riaprano il 4 maggio, ma la Capitale non ha ancora fissato le modalità d’accesso e, davanti alla difficoltà di organizzare ovunque controlli di polizia locale, Raggi starebbe valutando la possibilità di non riaprire contemporaneamente tutto il patrimonio verde cittadino e di fissare a mezzogiorno la chiusura di quelli aperti.

Come se non bastassero i problemi straordinari, le sorti amministrative della Capitale sono sempre più in bilico: lunedì scorso la maggioranza pentastellata del Quarto Municipio ha presentato una mozione di sfiducia contro la fedelissima della Sindaca Raggi, la presidente Roberta Della Casa, decretando di fatto la caduta del quarto municipio guidato dai grillini ( dopo il Terzo, l’Ottavo e l’Undicesimo) in quattro anni. «E’ ormai ai titoli di coda un’altra esperienza fallimentare», scrivono il capogruppo dem Giulio Pelonzi e il segretario del Pd Roma, Andrea Casu, «Uno schiaffo in faccia a tutti i cittadini, che attendono invano chiarezza e risposte certe sui tempi per l’erogazione dei buoni spesa, dei bonus affitto e tutti gli altri interventi resi possibili dai finanziamenti del governo e della Regione Lazio». Per ora, sono stati distribuiti circa 45mila buoni spesa, per il bonus affitto il numero di domande fino ad oggi è di 11mila, secondo i dati forniti dal Campidoglio.

 

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