Il Dubbio di oggi

Il Dubbio del lunedì

Nave Eleonore, indagati capitano e capo missione

Aperto un fascicolo di inchiesta per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. L sequestro della Mare Jonio si è trasformato in un conflitto tra il Viminale e la capitaneria di porto e la ong mediterranea accusa: «è un abuso»
Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin

Resta sotto sequestro la nave Eleonore della Ong tedesca Mission Lifeline, mentre si avviano le indagini della Procura di Ragusa nei confronti del comandante e del capo missione. «Stiamo valutando la loro posizione», ha detto il Procuratore Fabio D’Anna, che insieme al pm Francesco Riccio ha aperto un fascicolo di inchiesta per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

La nave è stata fermata, e quindi evacuata, lunedì dalla Guardia di Finanza mentre faceva rotta a Pozzallo con a bordo 104 migranti soccorsi il 26 agosto al largo delle coste libiche, nonostante il divieto di ingresso in acque italiane. Il comandante ha deciso di forzare il blocco per «ragioni di sicurezza», dopo una notte in mezzo al mare in tempesta.

Tra le persone sbarcate – che probabilmente saranno ricollocate tra cinque paesi individuati dall’Unione Europea – la squadra mobile di Ragusa ha individuato il presunto scafista del gommone soccorso dalla Eleonore. Si tratta di un ragazzo sudanese di 18 anni, ora indagato per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina: secondo le indicazioni dei suoi compagni di viaggio ogni passeggero aveva pagato in media 1.500 euro per raggiungere l’Europa.

Intanto prosegue il conflitto istituzionale per la vicenda della Mare Jonio, posta sotto sequestro amministrativo e multata per 300mila euro dalla Guardia di Finanza per aver violato il Decreto Sicurezza Bis. Il provvedimento consegnato al comandante nella notte tra lunedì e martedì è stato confermato ieri dal Viminale, ma l’organizzazione che guida le operazioni, Mediterranea Saving Humans, non ci sta e liquida la decisione come «vendetta».

La Ong infatti, dopo aver fatto sbarcare gli ultimi 31 naufraghi a bordo, aveva chiesto e ricevuto formale autorizzazione dalla Guardia Costiera per avviare le pratiche di approdo al porto di Lampedusa. «Il sequestro della nave Mare Jonio è stato un abuso di potere bello e buono. Il ministro Salvini nei suoi ultimi cinque minuti al Viminale ha voluto fare questo scherzo», ha commentato Luca Casarini, capo missione di Meditteranea.

 

Ultime News

Articoli Correlati