Giovedì 01 Gennaio 2026

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Nuove indagini

Garlasco, nuova udienza per l’ex pm Venditti: il Riesame valuta il sequestro dei dispositivi

L’ex procuratore aggiunto di Pavia è accusato di corruzione in atti giudiziari per presunti favori ad Andrea Sempio, ora di nuovo indagato per l’omicidio di Chiara Poggi

11 Novembre 2025, 10:46

15 Dicembre 2025, 02:34

Garlasco, nuova udienza per l’ex pm Venditti: il Riesame valuta il sequestro dei dispositivi

Sarà discussa venerdì davanti al Tribunale del Riesame di Brescia la nuova richiesta di sequestro dei dispositivi elettronici dell’ex procuratore aggiunto di Pavia Mario Venditti, indagato per corruzione in atti giudiziari. L’accusa riguarda presunti favori compiuti nel 2017 nei confronti di Andrea Sempio, amico di Alberto Stasi, che all’epoca era stato archiviato e oggi è nuovamente indagato per omicidio in concorso nella morte di Chiara Poggi, uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007.

Si tratta di un nuovo round processuale: gli stessi giudici del Riesame avevano già annullato il primo decreto di sequestro, emesso lo scorso 26 settembre, per genericità della richiesta presentata dal procuratore capo di Brescia Francesco Prete e dalla pm Claudia Moregola. Il nuovo tentativo di acquisire il contenuto di cellulare, computer e hard disk dell’ex magistrato arriva prima del deposito delle motivazioni di quella decisione e mentre è ancora pendente una richiesta di incidente probatorio sugli stessi dispositivi.

La nuova richiesta della Procura di Brescia

Nel nuovo atto, la Procura di Brescia sostiene che all’interno del cellulare di Venditti siano presenti «elementi utili alla prova del reato», pur ammettendo di non poter indicare parole chiave per orientare la ricerca. L’obiettivo sarebbe quello di indagare «a tutto tondo sui rapporti tra inquirenti, la famiglia Sempio, i loro avvocati e consulenti tecnici», e verificare l’eventuale «versamento di denaro agli inquirenti, anche tramite terzi soggetti».

La Procura chiede inoltre di poter accedere liberamente a undici anni di dati contenuti nei dispositivi informatici di Venditti, sottolineando che potrebbe essere «di estrema utilità l’individuazione di chat cancellate», in considerazione dell’eco mediatica dell’indagine.