Domenica 11 Gennaio 2026

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Iran, verso un'altra notte di proteste e omicidi. Manifestazione a Milano, il premio Nobel Ebadi: «Temo il massacro»

Sono già oltre 200 i morti per mano del regime dell'ayatollah Khamenei, che non sembra voler mollare la presa e aumenta la repressione

10 Gennaio 2026, 17:00

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Iran, verso un'altra notta di proteste e omicidi. Manifestazione a Milano, il premio Nobel Ebadi: «Temo il massacro»

Ci si prepara a un'altra notte di proteste e massacri in Iran, dove la rivoluzione, partita contro il carovita e che poi si è estesa contro il regime dell'ayatollah Khamenei, sono arrivate al quindicesimo giorno. Nonostante il regime abbia imposto un blocco a internet, immagini della folla che sfilava ieri sera in diverse strade della capitale sono arrivate sui social network. Decine di migliaia di persone sono scese in strada urlando slogan contro il governo incluso «morte a Khamenei», in riferimento alla guida suprema iraniana.

Nelle immagini girate nel quartiere di Sadatabad, nel nord-ovest di Teheran, si sentivano suonare clacson di auto in sostegno ai dimostranti. I canali televisivi in lingua persiana all'estero trasmettono video di molti manifestanti a Mashhad a est, Tabriz a nord e nella città santa di Qom. Ma con la rete oscurata, faticano ad arrivare anche le informazioni sulle dimensioni della repressione governativa. La vincitrice del Premio Nobel per la Pace 2003, l'avvocato iraniano esiliata Shirin Ebadi, ha dichiarato di temere un «massacro sotto la coltre di un blackout totale».

«Non è un problema tecnico, è una tattica», ha scritto la storica dissidente, che ora vive in esilio, sul suo account Telegram, aggiungendo di aver ricevuto informazioni di centinaia di persone che sono state portate in ospedale a Teheran «con gravi ferite agli occhi» provocate dalle pistole a pallini. I morti sarebbero centinaia, secondo diverse agenzie per la protezione dei diritti umani che provano a far uscire informazioni dal Paese.

Ma la connettività è ridotta all'1% del livello abituale, secondo l'Ong Netblocks, mentre dall'esilio il figlio dello Scià Reza Pahlavi invita i manifestanti a non mollareLa Guida Suprema iraniana, l'ayatollah Ali Khamenei, ha avvertito ieri che il suo paese non si «tirerà indietro» di fronte alle proteste che sfidano la Repubblica Islamica, al potere dal 1979. E la magistratura ha avvertito che la punizione dei «rivoltosi» sarà «durissima».

Il Comando delle forze di polizia iraniane, Faraja, ha inoltre consigliato ai cittadini di tenere d'occhio i propri figli adolescenti a seguito delle segnalazioni di danni alle proprietà durante le proteste in corso. La polizia ha esortato le famiglie a «prestare attenzione ai giovani e agli adolescenti, data la ferma decisione di non tollerare la violenza», in un annuncio riportato dall'agenzia di stampa statale iraniana Irib. «Data la presenza di gruppi terroristici e individui armati in alcuni raduni di ieri sera e i loro piani di uccidere, nonché la ferma decisione di non tollerare la violenza e di affrontare con decisione i rivoltosi, si consiglia vivamente alle famiglie di prendersi cura dei propri figli e adolescenti per proteggere la vita e le proprietà dei cittadini», si legge nella dichiarazione.

A Milano intanto manifestazione pro rivoluzione davanti al costato iraniani, mentre dall'Ue arriva la condanna della repressione.«Le strade di Teheran, e le città di tutto il mondo, echeggiano dei passi di donne e uomini iraniani che chiedono libertà. Libertà di parlare, di riunirsi, di viaggiare e soprattutto di vivere liberamente. L'Europa è pienamente al loro fianco». Lo scrive su X la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. «Condanniamo senza riserve la violenta repressione di queste legittime manifestazioni. Chi ne è responsabile verrà ricordato dalla parte sbagliata della storia. Chiediamo il rilascio immediato di tutti i manifestanti imprigionati. Chiediamo il ripristino dell'accesso completo a internet. E chiediamo, infine, che i diritti fondamentali vengano rispettati». aggiunge.