Guerra globale
Zelensky, presidente dell'Ucraina
Il discorso di Capodanno del presidente ucraino Volodymyr Zelensky apre uno spiraglio inedito sul futuro del conflitto con la Russia. Zelensky ha dichiarato che un accordo di pace è “pronto al 90%”, precisando però che il restante 10% «determinerà il destino della pace, quello dell’Ucraina e dell’Europa». Un passaggio cruciale, pronunciato mentre la guerra entra nel suo quarto anno.
Nel suo intervento, il capo dello Stato ha ringraziato i leader internazionali che hanno sostenuto Kiev, ma ha lanciato un monito netto: «Le intenzioni devono trasformarsi in garanzie di sicurezza e, pertanto, essere ratificate. Le firme su accordi deboli non fanno altro che alimentare la guerra». Zelensky ha quindi avvertito: «O il mondo ferma la guerra della Russia, o la Russia trascina il mondo nella sua guerra», richiamando la comunità internazionale a una scelta di responsabilità.
Di tutt’altro tenore il messaggio di Capodanno del presidente russo Vladimir Putin, molto più breve e incentrato sulla prosecuzione del conflitto, che Mosca continua a definire “operazione militare speciale”. Rivolgendosi alle truppe, Putin ha dichiarato: «Crediamo in voi e nella nostra vittoria», assicurando il sostegno dello Stato ai soldati impegnati al fronte «con le parole e con i fatti».
Intanto, il terreno di guerra continua a restituire un bilancio drammatico. Ventiquattro persone sono morte e almeno 50 sono rimaste ferite in seguito a un attacco attribuito alle forze armate ucraine contro un bar e un hotel nella regione di Kherson, nella località costiera di Khorly. A riferirlo è stato il governatore regionale Volodymyr Saldo, secondo cui «tre droni hanno colpito un bar e un hotel sulla costa del Mar Nero». Tra le vittime, ha aggiunto, ci sarebbe anche un bambino. L’attacco, avvenuto intorno a mezzanotte, avrebbe innescato un incendio domato solo nelle ore successive.
Sul fronte dell’intelligence, un’inchiesta della Central Intelligence Agency ha smentito la versione russa secondo cui un recente attacco ucraino avrebbe avuto come obiettivo la dacia di Putin a Valdai. Secondo quanto riportato dal The Wall Street Journal, l’agenzia americana ritiene che il drone fosse diretto verso un obiettivo militare nella stessa regione, e non contro il presidente russo o la sua residenza.
A rafforzare ulteriormente l’asse con Mosca è intervenuto anche il leader nordcoreano Kim Jong-un, che nel suo messaggio di Capodanno ha elogiato i soldati inviati all’estero, definendoli “simbolo dell’alleanza invincibile” con la Russia. Secondo le agenzie di intelligence sudcoreane e occidentali, Pyongyang avrebbe inviato migliaia di militari a sostegno dell’invasione russa, con un bilancio stimato di almeno 600 morti e migliaia di feriti.
«Mentre l’intero Paese è avvolto da un’atmosfera festosa per salutare il nuovo anno, mi mancate ancora di più, voi che combattete coraggiosamente in terra straniera», ha dichiarato Kim, secondo la Korean Central News Agency, elogiando i soldati per aver rafforzato «l’alleanza invincibile con la Russia» e invitandoli a combattere «per il fraterno popolo russo».