Mercoledì 04 Marzo 2026

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Legge elettorale

Stabilicum, Donzelli al Senato: «Così evitiamo pareggi e palude». FdI spinge sulle preferenze

La Russa e Balboni difendono premio e ballottaggio, ma Lega e FI preparano l’alt: se arrivano le preferenze, loro chiedono di cancellare il secondo turno

04 Marzo 2026, 13:13

Stabilicum, Donzelli al Senato: «Così evitiamo pareggi e palude». FdI spinge sulle preferenze

Donzelli (Fratelli d'Italia)

Evitare il pareggio e scongiurare la palude. È il messaggio con cui Giovanni Donzelli, capo organizzativo di Fratelli d’Italia, ha presentato in una riunione di gruppo al Senato i contenuti della riforma della legge elettorale del centrodestra, già ribattezzata “Stabilicum”. Oggi, secondo il programma, l’illustrazione verrà replicata alla Camera.

Il punto politico: “niente pareggi”

Durante la discussione interna, riferita come ampia e articolata, sono emerse osservazioni sul premio di maggioranza e sul voto degli italiani all’estero. Il senatore Roberto Menia avrebbe chiesto di prestare attenzione al voto fuori confine “per evitare il rischio brogli”.

Ma il cuore della difesa del testo riguarda il meccanismo che dovrebbe garantire la governabilità, incluso il ballottaggio nel caso in cui nessuno raggiunga il 40%. A sintetizzare la linea è il presidente della Commissione Affari costituzionali, Alberto Balboni: «Bisogna prendersi la responsabilità di governare. Meglio perdere piuttosto che non avere la possibilità di avere la stabilità. Poi saranno i cittadini a decidere».

Sulla stessa impostazione anche il presidente del Senato Ignazio La Russa, che rivendica la logica anti-stallo: «Se a qualcuno piacciono i pareggi, questa legge elettorale non può piacere». E punta il dito contro le opposizioni: «L’unica cosa che non capisco veramente è perchè la sinistra, anzichè rispondere con un’apertura, sia contro. Perchè, se uno pensa di poter vincere le elezioni non può essere contrario».

FdI e il tema preferenze: “non è così o morte”

Nel confronto interno, Fratelli d’Italia torna a battere anche sul dossier preferenze. La Russa chiarisce che la disponibilità non è nuova e che il partito non intende irrigidirsi: «Non abbiamo cambiato idea, però siamo rispettosi del dibattito su questo tema. Non è che siamo “Così o morte”». E rilancia: «Andate a guardarvi i lavori preparatori dell’attuale legge e scoprirete che l’unica proposta di inserimento delle preferenze l'ha fatta Ignazio La Russa».

L’orientamento, secondo quanto riferito, è quello di presentare un emendamento sulle preferenze una volta avviata la discussione parlamentare.

La contromossa degli alleati: se arrivano le preferenze, salta il ballottaggio

E qui si apre la tensione nella maggioranza. Lega e Forza Italia, sempre secondo quanto si apprende, avrebbero già pronto un “piano B”: se FdI deposita l’emendamento sulle preferenze, allora Lega e FI presenteranno a loro volta emendamenti per eliminare il ballottaggio.

Domani toccherà alla Lega riunirsi: sarà il ministro degli Affari regionali Roberto Calderoli a illustrare il testo. E da ambienti leghisti filtra una posizione netta: «Se c’è il liberi tutti sugli emendamenti allora noi proporremo di eliminare il ballottaggio, anche perchè è a rischio di anticostituzionalità».

Sulla stessa linea anche Forza Italia: «Il ballottaggio non ci ha mai convinto…», dice un esponente azzurro, lasciando intendere che la partita si giocherà in Commissione sulle modifiche possibili.