Venerdì 27 Febbraio 2026

×

Legge elettorale

Centrodestra deposita lo “Stabilicum”: premio al 40% e ballottaggio 35-40

Tre articoli e un impianto proporzionale: 70 deputati e 35 senatori di premio, cap al 60% degli eletti e indicazione obbligatoria del premier. Opposizioni all’attacco: «Nottetempum»

27 Febbraio 2026, 10:20

Centrodestra deposita lo “Stabilicum”: premio al 40% e ballottaggio 35-40

Parlamento

Non è solo un testo depositato alle Camere: per il centrodestra è una mossa politica che arriva a meno di un mese dal referendum sulla separazione delle carriere e prova a mettere in carreggiata una nuova architettura elettorale. Dopo l’ennesimo confronto notturno tra gli sherpa dei partiti di maggioranza, la coalizione accelera e presenta quello che è stato già ribattezzato “Stabilicum”: una proposta che parte dall’impianto del Rosatellum, ma vira su un modello proporzionale con premio di governabilità e meccanismi correttivi.

Che cos’è lo “Stabilicum” e com’è costruito

La proposta è composta da tre articoli: uno dedicato alle modifiche per la Camera, uno per il Senato e l’ultimo sulla clausola di invarianza finanziaria. Nella premessa, i proponenti spiegano di voler rispondere alle criticità del modello misto vigente, sostenendo che la componente uninominale, in un sistema politico frammentato, avrebbe prodotto scostamenti tra voti e seggi e reso più complessa la formazione di maggioranze stabili, incidendo sulla percezione di equità e sulla “leggibilità” dell’esito elettorale.

Il premio: 70 deputati e 35 senatori, ma solo sopra il 40%

Il cuore del testo è il premio di governabilità: 70 deputati e 35 senatori, con nominativi indicati sulla scheda nello spazio riservato alla coalizione. Il premio è distribuito su base circoscrizionale alla Camera e regionale al Senato. Viene attribuito interamente solo se la coalizione arrivata prima supera il 40% dei consensi.

Se nessuno raggiunge quella soglia, la proposta prevede che scatti una distribuzione proporzionale. E c’è un’altra ipotesi ancora: se le due coalizioni arrivate prima e seconda sono entrambe tra il 35% e il 40%, allora è previsto il ballottaggio.

Il tetto al 60% e la “tutela delle opposizioni”

I presentatori rivendicano una clausola “a tutela delle opposizioni”: in nessun caso la maggioranza potrà superare il 60% degli eletti. È uno dei punti politici su cui il centrodestra prova a blindare l’argomento, sapendo che l’accusa più immediata dal fronte opposto sarà quella di un premio troppo pesante e potenzialmente distorsivo.

Nome del premier “obbligatorio” insieme al programma

C’è poi un passaggio che, per impostazione e impatto, è destinato a far discutere: ogni coalizione dovrà depositare insieme al programma un unico nome da proporre al Presidente della Repubblica come incaricato alla Presidenza del Consiglio. Nel testo viene definita un’“indicazione obbligatoria”, presentata come elemento di trasparenza dell’offerta politica, pur “fatte salve le prerogative costituzionali” del Capo dello Stato.

Soglia al 3% e circoscrizioni: cosa non cambia

Nessuna modifica, invece, viene indicata per dimensioni di circoscrizioni e collegi plurinominali. E resta ferma anche la soglia di accesso del 3%.

Il centrodestra apre al confronto, ma l’opposizione alza subito il muro

La maggioranza fa sapere di essere disponibile a un dialogo con tutte le forze politiche per “proposte migliorative” con la finalità dichiarata di garantire rappresentatività e maggioranze stabili. Ma dal campo largo la reazione è immediata, e parte soprattutto da metodo e tempistica: c’è chi ribattezza il testo “Nottetempum”, sintetizzando l’idea di una riforma nata “di notte” e in fretta.

Nicola Fratoianni parla di tentativo di spostare l’attenzione dal referendum perché la maggioranza sarebbe in difficoltà, Angelo Bonelli insiste sullo stesso punto e Elly Schlein affonda: se c’era un vertice notturno, dice, ci si aspettava fosse su salari, produzione industriale e problemi sociali, non sulle regole del voto. Giuseppe Conte attacca il governo accusandolo di mettere energie sulla legge elettorale mentre resterebbero scoperti temi del lavoro. Matteo Renzi ironizza sul contesto e domanda se non esistano urgenze più pressanti per i cittadini.

Il merito: liste bloccate, premio e rischio “distorsione”

Nel merito, le critiche cominciano a prendere forma. Schlein avverte che un impianto con premi elevati potrebbe risultare “distorsivo della rappresentanza” e teme l’effetto di una maggioranza troppo larga. Dal M5S, Stefano Patuanelli mette l’accento su un altro punto: liste bloccate e scarsa possibilità per i cittadini di scegliere i parlamentari, definendola una comodità per le segreterie.

Stefano Ceccanti evidenzia due nodi tecnici: il primo è che, secondo i suoi calcoli, il premio porterebbe percentuali superiori a quelle rivendicate nella relazione, il secondo è il rischio che i ballottaggi, se gestiti in modo non coerente tra Camera e Senato, possano produrre scenari “irragionevoli”, fino a maggioranze divaricate e a una potenziale paralisi.