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TESSERA ELETTORALE
La bozza ufficiale, almeno per ora, non c’è. Ma la partita è entrata nella fase in cui le bozze “ufficiose” iniziano a cercare una forma unica. Sul dossier della nuova legge elettorale il centrodestra lavora sottotraccia e prova ad accelerare: lo confermano le parole del ministro di Fratelli d’Italia Luca Ciriani, che al mattino taglia corto («non c’è un testo»), ma ammette che il confronto nella maggioranza è in corso e potrebbe produrre un documento nelle prossime ore.
Dopo l’input arrivato dall’ultimo vertice a Palazzo Chigi, i tecnici della coalizione sono al lavoro per trasformare le bozze in un testo condiviso da portare in Parlamento. Nel testo vengono indicati gli sherpa impegnati sul dossier: Giovanni Donzelli per FdI, Roberto Calderoli e Andrea Paganella per la Lega, Stefano Benigni e Alessandro Battilocchio per Forza Italia.
Secondo fonti parlamentari citate, un nuovo tavolo di confronto si sarebbe tenuto anche oggi nella sede di Fratelli d’Italia, in via della Scrofa, per fare il punto e provare a chiudere sull’impianto.
Ciriani esplicita la direzione: «Stiamo discutendo all’interno del partito e all’interno della maggioranza». L’idea è un sistema proporzionale con un premio che scatti per le coalizioni oltre una soglia di consenso — nel ragionamento del ministro, «non so il 40%» — per garantire «a chiunque vinca» una maggioranza certa per cinque anni.
A confermare l’impostazione interviene anche il segretario di FI Antonio Tajani, nel suo intervento di apertura della segreteria del partito. Tajani parla di riunioni in corso e spiega la traiettoria tecnica: «L’idea è di abolire i collegi alla Camera». Resterebbero le circoscrizioni con i collegi plurinominali e ci sarebbe un listino di maggioranza: «se si vince tutto il listino viene approvato». Tajani precisa però che «si sta ancora discutendo», anche se la direzione sarebbe quella.
Nel testo viene data per assodata una soglia di sbarramento al 3%, mentre tornerebbe in discussione il tema delle preferenze, su cui la premier Giorgia Meloni si è espressa più volte in senso favorevole. Le resistenze di Lega e FI, però, potrebbero frenare.