Martedì 17 Febbraio 2026

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Nuove indagini

Garlasco, l’ex pm Venditti: «Nessun elemento nuovo, rifarei tutto»

L’ex procuratore aggiunto di Pavia difende il proprio operato e respinge le accuse su consulenze, interrogatori e intercettazioni

17 Febbraio 2026, 10:32

Garlasco, la Cassazione boccia l’indagine su Venditti: rigettato il ricorso della Procura

Mario Venditti

A quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, il caso Garlasco continua a riaccendersi nel dibattito mediatico e giudiziario. A intervenire è l’ex procuratore aggiunto di Pavia Mario Venditti, che difende il lavoro svolto negli anni dell’inchiesta e respinge l’idea di novità investigative.

Venditti: «Nessuna novità, si torna sempre al punto di partenza»

Intervistato a Quarta Repubblica su Rete 4, l’ex magistrato è netto: «Sul caso di Garlasco rifarei esattamente quello che ho fatto. Non ci sono elementi nuovi. Alla fine, gira e rigira, è come il gioco dell’oca, si torna sempre al punto di partenza».

Venditti insiste sul tema del ragionevole dubbio e sulla contrapposizione tra consulenze tecniche: «A ogni consulenza, a ogni perizia, se ne contrapponeva un’altra. Se c’è un consulente che ti dice una cosa e un altro che te ne dice un’altra, entrambe valide tecnicamente, come ne esci dal famoso ragionevole dubbio? Non vai da nessuna parte».

La consulenza Linarello e il caso Sempio

Tra i punti più discussi, la consulenza Linarello, che secondo alcune ricostruzioni sarebbe stata messa a disposizione della difesa di Andrea Sempio. Venditti respinge le accuse: «Mi si addebita il fatto che io ho messo a disposizione della difesa di Sempio la consulenza di Linarello. In base a che cosa? Quella consulenza ce l’avevano un po’ tutti».

E aggiunge: «L’avvocato Lovati lo ha detto in tutte le trasmissioni televisive che è stato un giornalista a consegnare quel documento».

L’interrogatorio e le intercettazioni

L’ex procuratore entra anche nel merito delle polemiche sull’interrogatorio di Sempio e su presunti “segnali” all’indagato: «Quel famoso interrogatorio viene svolto da me e da una collega alla presenza degli avvocati. Non ho sentito nessuno consolare Sempio».

Venditti sottolinea anche un elemento investigativo: «Sapendo che i colloqui successivi in macchina con i familiari erano intercettati, sarei stato un pazzo a dire qualsiasi cosa che poi poteva finire nelle intercettazioni».

Sui presunti “buchi” nelle captazioni chiarisce: «Era un’indagine di omicidio, a me interessavano solo le conversazioni utili a chiarire l’omicidio di Chiara Poggi. Il resto non mi interessava».

Il capitolo “Sistema Pavia”

L’ex magistrato affronta infine il filone parallelo sul cosiddetto Sistema Pavia, relativo a presunti rapporti con società legate alle intercettazioni e alla gestione di auto a noleggio. Anche su questo punto la replica è dura.

«Sono dovuto andare davanti al Riesame per avere il giudice di Berlino che mi ha dato ragione», afferma, entrando nel dettaglio: «Un Audi Q5 l’ho acquistata come fine leasing da una finanziaria, 26.500 euro, non un prezzo di favore».

Poi aggiunge: «Dai fratelli D’Arena avevo acquistato un Audi Q2 pagando 33.000 euro in vari bonifici. Tutto questo è scritto nell’informativa della Guardia di Finanza del 18 luglio». La conclusione è perentoria: «Questo è un falso di cui mi renderanno conto».