Domenica 01 Febbraio 2026

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Delitto di Chiara Poggi

Garlasco, «Sempio non vide i video intimi di Chiara e Stasi»

I consulenti informatici della famiglia Poggi escludono l’accesso ai filmati privati: nuovi elementi depositati alla gip di Pavia

27 Gennaio 2026, 11:11

Caso Garlasco, resa dei conti sul Dna: l’indagine Sempio a un bivio. Stasi in aula

Andrea Sempio

Andrea Sempio non ha mai avuto accesso ai filmati che ritraggono Chiara Poggi in atteggiamenti intimi con l’allora fidanzato Alberto Stasi. È la conclusione a cui sono giunti i consulenti informatici della famiglia Poggi, che hanno depositato una relazione alla giudice per le indagini preliminari di Pavia Daniela Garlaschelli, nell’ambito dei nuovi accertamenti sul delitto avvenuto a Garlasco il 13 agosto 2007.

Le conclusioni dei consulenti

Gli esperti Paolo Reale, Nanni Bassetti e Fabio Falleti, incaricati dai familiari della vittima, hanno utilizzato nuovi software di analisi forense che consentono di ricostruire con maggiore precisione gli accessi ai contenuti presenti sul computer di Chiara Poggi, un dispositivo utilizzato da tutta la famiglia. Secondo quanto emerge dalla relazione, non vi sono tracce informatiche che possano dimostrare che Andrea Sempio, amico del fratello della vittima e oggi indagato, abbia visualizzato quei video privati.

Un elemento rilevante, perché in passato si era ipotizzato che proprio la visione di quei filmati potesse costituire un possibile movente alternativo dell’omicidio. Ipotesi che, alla luce delle nuove analisi, viene ora esclusa sul piano tecnico.

La posizione di Stasi e il movente

Le nuove conclusioni si affiancano a quanto già evidenziato nei giorni scorsi dalla difesa della famiglia Poggi, rappresentata dagli avvocati Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna. Secondo i consulenti di parte, la sera precedente all’omicidio Chiara Poggi avrebbe aperto sul computer di Stasi la cartella denominata “Militari”, nella quale erano archiviati numerosi file pornografici, già oggetto di analisi nei processi precedenti.

Alcune immagini, secondo la relazione, sarebbero state visualizzate almeno in anteprima. Un dato che, a distanza di diciotto anni, viene ritenuto potenzialmente utile per inquadrare il contesto relazionale e il movente dell’omicidio, per il quale Stasi è stato indicato come unico responsabile anche dalla Corte di Cassazione.

Un tassello in più nel caso

L’esclusione dell’accesso di Sempio ai video intimi rappresenta un ulteriore tassello in un’indagine che, nonostante le sentenze definitive, continua a essere oggetto di approfondimenti tecnici e valutazioni giudiziarie. Gli accertamenti informatici, basati su strumenti oggi più avanzati rispetto a quelli disponibili all’epoca dei fatti, contribuiscono a delimitare con maggiore precisione ruoli, conoscenze e possibili moventi, restringendo ulteriormente il campo delle ipotesi alternative.