Martedì 20 Gennaio 2026

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Caso Garlasco

Delitto Poggi, la difesa Stasi frena: «Dato irrilevante e non confermato»

I legali contestano le nuove analisi informatiche della famiglia Poggi e annunciano ulteriori accertamenti, anche sul computer della vittima

20 Gennaio 2026, 09:50

Delitto Poggi, la difesa Stasi frena: «Dato irrilevante e non confermato»

Alberto Stasi

La prudenza, prima di tutto. La difesa di Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni di carcere per l’omicidio di Chiara Poggi, invita a non attribuire valore decisivo ai nuovi approfondimenti informatici commissionati dalla famiglia della vittima e diffusi nei giorni scorsi.

Secondo quanto sostenuto dai consulenti della famiglia Poggi, Chiara avrebbe aperto alle ore 22 del 12 agosto 2007 – la sera prima del delitto – la cartella denominata “Militarè”, presente sul computer di Stasi. Un elemento che, per i difensori dell’ex studente della Bocconi, non sposta di una virgola il quadro processuale.

«Si tratta di un dato che, oltre ad essere totalmente irrilevante in considerazione del rapporto tra Alberto e Chiara, va valutato con grande cautela», sottolineano gli avvocati Giada Bocellari e Antonio De Rensis in una nota congiunta. Un richiamo esplicito al metodo e alla necessità di distinguere tra suggestioni mediatiche e riscontri tecnici effettivamente utilizzabili.

La difesa fa sapere di aver già incaricato un proprio consulente informatico di parte, impegnato in «approfonditi accertamenti», in particolare sull’ipotizzato accesso al file della tesi tra le 22.09 e le 22.14. «Dai primi riscontri – precisano i legali – il dato fornito dalla difesa Poggi non risulta affatto confermato, come peraltro già stabilito in una perizia».

Al termine delle verifiche in corso, la difesa Stasi si riserva «tutte le azioni necessarie per la tutela dei diritti del proprio assistito», compreso il deposito dei risultati nelle sedi giudiziarie competenti. Un passaggio che lascia intendere possibili iniziative formali, qualora emergessero elementi ritenuti fuorvianti o inesatti.

C’è poi un ulteriore punto su cui gli avvocati pongono l’accento. «L’analisi forense verrà estesa anche al computer di Chiara Poggi, per tutto quanto di interesse», spiegano, chiarendo che, se un incidente probatorio dovesse essere promosso alla luce delle nuove indagini in corso, «è proprio su questo computer e non certo su quello di Alberto Stasi».

Un’affermazione netta, accompagnata dal richiamo a un dato giuridico ormai consolidato: il processo a carico di Stasi è definitivo e «non potrà in nessun caso essere ripetuto». Il suo computer, ricordano i difensori, è già stato oggetto di «decine di consulenze e persino di due perizie», tutte regolarmente acquisite agli atti.