La situazione è grave, e per una volta sembra anche seria. D’altronde lo ha detto senza mezzi termini il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, nella conferenza stampa dopo il Cdm che ha prorogato il taglio delle accise sulla benzina fino al primo maggio. Spiegando che «la situazione è complicata» a causa dello scenario geopolitico in continuo mutamento, da qui il blitz della presidente del Consiglio Giorgia Meloni nel Golfo Persico.
«Con il decreto proroghiamo la riduzione delle accise in essere fino al 1 maggio, c’è poi un intervento mirato sulle aziende agricole cui viene esteso il credito d'imposta del 20% e un intervento anche per le imprese che lavorano sull’export - ha detto Giorgetti illustrando il nuovo decreto carburanti - Il decreto recepisce anche l’accordo con le associazioni di categoria preso in settimana su transizione 5.0». Il calo sarà di 25 centesimi sulla benzina e 12 centesimi sul gasolio, un intervento definito «tampone» e che potrebbe poi evolversi in base allo scenario legato alla guerra in Iran e alla navigabilità dello Stretto di Hormuz. «Gli eventi internazionali ci suggeriranno eventuali altri tipi di interventi rispetto a una situazione molto complicata, anche sotto l’aspetto economico», ha aggiunto il titolare di via XX settembre. Ipotizzando poi anche lo sforamento del 3% imposto dal Patto di Stabilità europeo.
«È chiaro che la riflessione a livello europeo, se la situazione non cambia, sarà inevitabile - il ragionamento - Ho espresso questa mia riflessione già all’inizio del conflitto, l’ho ribadita all’Eurogruppo, lo farò in qualsiasi consesso internazionale in cui parteciperò, perché questa è la realtà: il tema della durata del conflitto produrrà ahimè conseguenze sia sulle politiche monetarie sia su quella fiscale dei Paesi che subiscono questi effetti». E quando Giorgetti ha ipotizzato l’arrivo della benzina a tre euro al litro, ha prestato il fianco alle critiche delle opposizioni. «Il governo ha varato l’ennesimo decreto tampone sulle accise dei carburanti - ha detto il capogruppo Pd al Senato, Francesco Boccia - Il ministro Giorgetti ha lanciato l’allarme sui conti: rischiamo, parole sue, “la benzina a tre euro”. E, ovviamente, il governo apre alla possibilità di derogare al patto di stabilità. Per fare cosa? Con quale strategia? Continuando a subire la folle politica di Donald Trump? Avevamo chiesto un dibattito parlamentare a 360 gradi: sulla politica estera e sulle scelte economiche, alla luce dell'esito del Consiglio europeo. Ci è stato rifiutato».
Sulla stessa lunghezza d’onda il vicepresidente M5S, Stefano Patuanelli, per il quale il ministro dell’Economia «tira a campare», così come il governo. «Giorgetti si presenta in conferenza stampa a dirci che concede al Paese “qualche settimana di ossigeno” sul finto taglio delle accise, come se fosse una concessione - tuona l’esponente M5S - La verità è un’altra: stanno mettendo una toppa temporanea e inutile su un problema strutturale che non hanno mai affrontato». E se per la Cgil il decreto è «un pannicello caldo che garantisce extraprofitti alle compagnie energetiche», critiche sono arrivate anche da Avs e centristi. «I dati Istat (pressione fiscale al 51,4%, ndr) certificano una realtà preoccupante», ha detto il leader dei Verdi Angelo Bonelli.
A fare da scudo a via XX settembre è tutta la maggioranza, con FdI, lega e Forza Italia dalla parte di Giorgetti. «La proroga del taglio delle accise sui carburanti è un intervento tempestivo e necessario, pienamente coerente con l'urgenza del momento», la linea della capogruppo azzurra alla Camera, Stefania Craxi.