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Asse politico

Kast guarda a Meloni mentre il Cile si prepara al cambio

Il nuovo presidente cileno indica la premier italiana come riferimento politico e rafforza un legame costruito negli anni su sicurezza, immigrazione e cooperazione

10 Marzo 2026, 13:22

Kast guarda a Meloni mentre il Cile si prepara al cambio

JOSE' ANTONIO KAST PRESIDENTE DEL CILE CON LA MOGLIE MARIA PIA ADRIASOLA , GIORGIA MELONI PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

José Antonio Kast si prepara a ricevere le redini del Cile indicando con sempre maggiore nettezza uno dei suoi riferimenti politici internazionali: Giorgia Meloni. Nella bussola del leader dell’estrema destra cilena, che l’11 marzo entrerà ufficialmente alla Moneda, la presidente del Consiglio italiana occupa infatti un posto centrale, non solo come alleata sul piano ideale, ma anche come modello politico e di governo.

Kast lo aveva già chiarito prima della vittoria alle presidenziali del dicembre 2025 e lo ha ribadito fino alla vigilia del suo insediamento. Non a caso, il 5 febbraio ha fatto tappa a Palazzo Chigi per incontrare Meloni, durante un tour europeo che lo ha portato anche a confrontarsi con il leader di Vox Santiago Abascal e con il premier ungherese Viktor Orban. Un viaggio che ha mostrato con chiarezza la rete politica internazionale alla quale il nuovo presidente cileno guarda per consolidare il proprio profilo.

Un rapporto politico costruito nel tempo

I rapporti tra Kast e Meloni non nascono oggi. I due si conoscono da anni, da molto prima del loro approdo alle stanze del potere. Per il nuovo leader cileno, quello con la premier italiana è l’ultimo di una lunga serie di incontri, dentro un rapporto che negli anni si è consolidato sul terreno della comune appartenenza al campo conservatore.

Avvocato e politico conservatore, Kast ha più volte mostrato posizioni compiacenti nei confronti della dittatura di Augusto Pinochet, arrivando a dire nel 2017 che, se fosse stato vivo, avrebbe votato per lui. In campagna elettorale, del resto, aveva già anticipato di guardare a El Salvador di Nayib Bukele e all’Italia di Meloni «per vedere le carceri e come rinchiudono i mafiosi», mentre a Ungheria e Repubblica Dominicana si sarebbe ispirato «per vedere come hanno chiuso le frontiere».

Sono parole che rendono evidente il perimetro della sua proposta politica. Controllo dell’immigrazione e sicurezza rappresentano infatti il cuore del suo messaggio, tanto da essere diventati il principale cavallo di battaglia di una campagna incentrata sulla necessità di un «governo d’emergenza».

L’Italia come modello su immigrazione e sicurezza

Dopo la riunione del 5 febbraio a Roma, Kast ha esplicitato ancora di più il peso del modello italiano nella sua visione di governo. Ha chiarito che l’Italia guidata da Giorgia Meloni rappresenta un riferimento nella lotta all’immigrazione irregolare e, parallelamente, ha indicato come priorità per il Cile l’aumento della produzione di materie prime critiche, un nodo decisivo negli equilibri economici internazionali.

Nel quadro di questa sintonia, Kast ha anche invitato Meloni a partecipare al suo insediamento alla presidenza. La premier non sarà presente personalmente, ma l’Italia sarà rappresentata dalla ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini.

Gli incontri a Roma dal 2019 a oggi

Il rapporto tra i due leader può essere ricostruito attraverso una serie di incontri che ne scandiscono l’evoluzione politica. Kast e Meloni si erano già incontrati a Roma nel 2019, quando la leader di Fratelli d’Italia consolidava la crescita del suo partito e il politico cileno, nel pieno dell’estallido social, stava fondando il suo Partido Republicano di estrema destra.

In una foto pubblicata su X il 2 luglio 2019, Meloni li ritraeva sorridenti con i tetti di Roma sullo sfondo, accompagnando l’immagine con una frase significativa: «Kast fa parte della grande famiglia dei conservatori a livello mondiale».

Un nuovo incontro c’è stato poi nel luglio 2023, questa volta a Palazzo Chigi, quando Meloni era già diventata presidente del Consiglio dopo la vittoria del 2022. Anche allora Kast mostrò apertamente la sua vicinanza, salutando il successo della leader italiana con un messaggio caloroso di congratulazioni.

Gli ultimi due faccia a faccia prima dell’insediamento

Più di recente, due incontri si sono susseguiti a distanza di pochi mesi in Italia. Il primo il 15 settembre scorso, quando Kast era ancora candidato alle presidenziali cilene. Secondo la stampa cilena, si sarebbe trattato di un colloquio privato di 45 minuti, senza interpreti né consiglieri.

Dopo quell’incontro, Kast scrisse: «Oggi ho avuto il privilegio di riunirmi nuovamente con Giorgia Meloni, presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica italiana. Una grande donna e una leader eccezionale per l’Italia», accompagnando il messaggio con la foto di una stretta di mano con la premier.

Il secondo incontro è arrivato il 5 febbraio, quando Kast era già presidente eletto e si preparava a entrare ufficialmente alla Moneda. In quella occasione, i punti di convergenza tra i due sono emersi con ancora maggiore chiarezza.

Sicurezza, immigrazione, investimenti e famiglia

Dopo il colloquio del 5 febbraio, Kast ha scritto: «Sono sicuro che è in arrivo una nuova era nelle relazioni fra Cile e Italia, con focus sulle emergenze di sicurezza, immigrazione, sviluppo e promozione della famiglia». Parole che delineano un’agenda comune fortemente orientata ai temi identitari, al controllo dei confini e alle politiche demografiche.

Dal canto suo, Meloni ha fatto sapere: «Ho ricevuto oggi a Palazzo Chigi il presidente eletto della Repubblica del Cile, José Antonio Kast, al quale ho rinnovato le congratulazioni per l’esito delle recenti consultazioni elettorali, in vista del suo prossimo insediamento».

La premier ha aggiunto: «Abbiamo condiviso l’obiettivo di ampliare la cooperazione bilaterale e sottolineato l’importanza di intensificare, in parallelo, il dialogo e la collaborazione con i partner dell’America Latina nei settori strategici, al fine di accrescere la resilienza delle catene di approvvigionamento energetico e di materie prime critiche».

Nel resoconto diffuso da Palazzo Chigi si è fatto anche esplicito riferimento agli investimenti. Kast, secondo la nota, «ha illustrato le priorità del programma del futuro Governo cileno, con particolare riferimento alle misure per la crescita economica, all’attrazione degli investimenti, al rafforzamento del contrasto alla criminalità e alle politiche a sostegno della natalità».

La delegazione italiana al cambio della guardia

Nell’incontro del 5 febbraio, il presidente eletto cileno aveva chiesto alla premier di partecipare alla cerimonia di insediamento oppure, in alternativa, di inviare una delegazione di primo livello. «Quello che abbiamo chiesto è che, se lei non potrà assistere, possa mandare una delegazione di primo livello in modo che insieme possiamo avere un dibattito bilaterale sui temi che interessano entrambi e organizzare riunioni con diverse rappresentazioni di vari Paesi», aveva spiegato.

Meloni non sarà presente personalmente al cosiddetto cambio de mando, il passaggio di consegne dal presidente uscente di sinistra Gabriel Boric al nuovo presidente Kast. La partecipazione del vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, inizialmente annunciata da Santiago del Cile, è stata poi annullata a causa dello scoppio della guerra in Iran. La presenza italiana sarà comunque garantita da Anna Maria Bernini.