Martedì 10 Marzo 2026

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Prezzi energia

Carburanti e bollette, il governo accelera su decreto e accise mobili

Palazzo Chigi lavora a un pacchetto contro i rincari legati alla crisi iraniana. In campo taglio temporaneo delle accise e nuove misure per le imprese energivore

10 Marzo 2026, 09:36

Carburanti e bollette, il governo accelera su decreto e accise mobili

Caro carburanti - Benzina a 2,822 euro al litro al distributore sulla A8 Varese-Milano

Le accise mobili tornano al centro del dossier economico del governo mentre l’ennesimo rialzo dei prezzi dell’energia spinge Palazzo Chigi ad accelerare. Tra Mef e Mimit si lavora senza sosta a un pacchetto di misure per contenere l’impatto della crisi iraniana su carburanti e bollette, con l’obiettivo politico di arrivare alle comunicazioni della premier Giorgia Meloni alle Camere, previste per l’11 marzo, con una prima risposta concreta sul tavolo.

Il Consiglio dei ministri potrebbe riunirsi già domani alle 17, anche se la convocazione ufficiale non è ancora arrivata. Fino a pochi giorni fa, secondo fonti vicine al dossier, il quadro appariva diverso e il provvedimento sembrava destinato a maturare con tempi più lunghi. L’ultima impennata dei listini petroliferi e il clima di crescente tensione politica hanno invece trasformato il tema in una priorità per l’esecutivo.

Il governo valuta un decreto per ridurre i tempi

La strada su cui si ragiona è quella del decreto, considerato lo strumento più rapido per intervenire sui rincari. Nel governo resta comunque una quota di prudenza: il calendario può ancora cambiare e non viene escluso uno slittamento dell’esame del provvedimento.

La linea, però, è chiara. L’esecutivo vuole farsi trovare con una prima risposta pronta davanti all’aumento dei prezzi, cercando di disinnescare almeno in parte la pressione che l’escalation energetica sta scaricando su famiglie e imprese.

Come funzionerebbero le accise mobili

Il fronte più urgente è quello dei carburanti. Tra le ipotesi sul tavolo c’è l’attivazione del meccanismo delle accise mobili, già previsto dalla normativa ma usato con grande cautela nella sua versione più recente.

Il principio è semplice: quando il prezzo dei carburanti sale, cresce automaticamente anche il gettito Iva incassato dallo Stato. Una parte di questo extra-gettito potrebbe essere utilizzata per ridurre temporaneamente le accise, alleggerendo così il peso dei rincari alla pompa per automobilisti e imprese. L’eventuale taglio sarebbe quindi limitato nel tempo e calibrato proprio sull’aumento delle entrate generato dai prezzi più alti.

Meloni conferma: meccanismo allo studio

A confermare che l’ipotesi è concretamente allo studio è stata la stessa Giorgia Meloni, intervenendo a Fuori dal coro su Rete 4. La premier ha spiegato che il governo valuta da giorni questa opzione, ricordando anche che una riduzione delle accise è stata chiesta dalle opposizioni, a partire dal Pd.

Nel suo intervento, la presidente del Consiglio ha però rivolto anche un messaggio molto netto alle aziende del settore, evocando possibili interventi in caso di condotte anomale sui prezzi. «Consiglio a tutti prudenza, non escludo, quando dovessi avere evidenza di atteggiamenti speculativi, di aumentare le tasse alle aziende responsabili e di rimettere i soldi sulle bollette», ha detto.

Controlli rafforzati lungo tutta la filiera

Accanto all’eventuale intervento fiscale, il governo ragiona su un rafforzamento dei controlli per verificare che ogni possibile riduzione si traduca davvero in un calo dei prezzi per i consumatori e non venga assorbita lungo la filiera.

Su questo fronte si registra già un primo passo operativo. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha convocato una riunione d’urgenza della cabina di regia della Commissione di allerta rapida sui prezzi. L’incontro è servito a fare il punto sull’andamento dei listini petroliferi e a fornire all’esecutivo elementi utili per valutare eventuali interventi.

Alla riunione hanno partecipato, oltre alle strutture del Garante per la sorveglianza dei prezzi del ministero, rappresentanti del Ministero dell’Economia, del Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica, della Guardia di Finanza, del Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza della Presidenza del Consiglio, dell’Arera, dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato e dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

L’obiettivo è capire se gli aumenti registrati nelle ultime settimane siano riconducibili soltanto alle tensioni internazionali oppure se lungo la catena distributiva possano essersi innestati anche fenomeni speculativi.

Allo studio anche nuove misure taglia-bollette

Il dossier non riguarda però solo i carburanti. Parallelamente, il governo sta lavorando anche a nuove misure taglia-bollette, con un’attenzione particolare alle imprese ad alto consumo di energia.

L’intento è contenere gli effetti dei rincari sui costi di produzione dei comparti industriali più esposti alle oscillazioni di elettricità e gas. Tra le opzioni allo studio ci sono meccanismi di compensazione e strumenti di sostegno pensati per alleggerire il peso delle forniture energetiche sulle aziende energivore, in continuità con gli interventi già adottati nei mesi scorsi.