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Siracusano attacca Di Matteo: «Parole indegne, così si avvelena il confronto»

La sottosegretaria FI critica le frasi sul voto: «Delegittimano milioni di cittadini. La riforma si discute articolo per articolo»

02 Marzo 2026, 10:14

Siracusano attacca Di Matteo: «Parole indegne, così si avvelena il confronto»

MATILDE SIRACUSANO SOTTOSEGRETARIA PER I RAPPORTI CON IL PARLAMENTO

Non ci sta Matilde Siracusano. Dopo le dichiarazioni di Nino Di Matteo sul referendum, la sottosegretaria ai Rapporti con il Parlamento e deputata di Forza Italia attacca frontalmente l’ex componente del Csm, definendo «indegne e inaccettabili» le sue parole.

Siracusano contesta soprattutto l’impostazione che, a suo dire, trascina la discussione fuori dal merito: attribuire «in maniera generalizzata e suggestiva» il voto favorevole al referendum a «mafiosi, massoni e criminalità organizzata» significherebbe, sostiene, «scendere su un terreno che non appartiene alla cultura costituzionale di un magistrato della Repubblica».

«Così si delegittimano milioni di cittadini»

Nel suo intervento, la sottosegretaria sottolinea che chi ricopre ruoli istituzionali dovrebbe contribuire «a elevare il confronto pubblico», non «ad avvelenarlo con insinuazioni» che finiscono per «delegittimare milioni di cittadini» e per «inquinare il dibattito politico e istituzionale» sulla riforma della giustizia.

Per Siracusano, affermare e reiterare che determinati ambienti criminali voterebbero in un certo modo «non è un’argomentazione nel merito della riforma», ma un modo di spostare lo scontro «su un piano squallido e lontano dalla democrazia».

«Discussione nel merito, non slogan»

Il punto politico, nella lettura azzurra, è che la riforma debba essere affrontata «articolo per articolo, principio per principio», nel rispetto delle opinioni di tutti. Se invece si ricorre «a slogan e suggestioni da bar», conclude Siracusano, «si dimostra di non avere argomenti per entrare nel merito».