L'ex pm
PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI MARCO TRAVAGLIO 'PERCHE' NO.GUIDA AL REFERENDUM SU MAGISTRATURA E POLITICA IN POCHE E SEMPLICI PAROLE'
Un intervento destinato ad alimentare lo scontro politico e istituzionale attorno al referendum sulla giustizia. Il magistrato Nino Di Matteo, intervenendo a Roma alla presentazione del volume di Marco Travaglio Perché No – Guida al Referendum su magistratura e politica in poche e semplici parole, ha detto di essere «perfettamente d’accordo» con quanto affermato dal procuratore di Napoli Nicola Gratteri.
E ha rilanciato con parole durissime: «Insieme alle persone per bene che voteranno Sì, voteranno Sì i massoni, i grandi architetti del sistema corruttivo e i mafiosi».
Di Matteo colloca il referendum dentro un quadro che, a suo avviso, ruota attorno alla delegittimazione dei giudici. «Gli autori della riforma partono dalla necessità e dal quotidiano esercizio di una denigrazione della magistratura», afferma, sostenendo che il racconto pubblico su casi come «Garlasco», «Tortora» e «i bambini della casa del bosco» finirebbe per «parlare alla pancia» di chi ha interesse a indebolire l’ordine giudiziario.
Secondo Di Matteo, «quando ci bombardano di notizie e giudizi negativi sulla magistratura… la delegittimano agli occhi del popolo» e questo meccanismo, aggiunge, sarebbe funzionale a «massoni» e «mafiosi».
Nella ricostruzione del magistrato, la conseguenza sarebbe quasi automatica: «Quando i mafiosi, quelli che ragionano, pensano che una parte politica possa andare contro la magistratura, già loro hanno deciso per chi votare». Di Matteo precisa che ci saranno «le persone perbene che voteranno sì», ma insiste che «i mafiosi, i grandi criminali, voteranno sì» perché il Sì sarebbe «fondato sul presupposto della necessità di indebolire la magistratura».
Di Matteo richiama poi una pagina del passato: il referendum del 1987 sulla responsabilità civile dei magistrati. A suo dire, allora «i mafiosi erano talmente entusiasti» che «decisero di votare per i socialisti e i radicali», cambiando le loro inclinazioni politiche di quel periodo.