Politica e giustizia
Il ministro Valditara
«Non mi interessa Vannacci, se ne è parlato anche troppo. Dobbiamo guardare al futuro dando risposte concrete». Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara prende le distanze dalle polemiche e rilancia l’azione del governo, a partire dal decreto Sicurezza, difendendone l’impianto e respingendo le critiche provenienti dall’opposizione.
In un’intervista al Corriere della Sera, Valditara replica in particolare alle parole del segretario della Cgil Maurizio Landini, che ha parlato di una deriva repressiva e di uno “Stato di polizia”. «Se Landini afferma che la sicurezza è solo un pretesto per una svolta autoritaria – osserva il ministro – allora siamo lontani dalla realtà». Una presa di posizione netta, accompagnata da una critica più ampia alla sinistra, descritta come «molto confusa».
Sul piano politico, Valditara ribadisce la solidità della coalizione di governo. «Il centrodestra, al di là delle legittime differenze, è compatto perché ha una base comune di valori», afferma, richiamando l’eredità di Silvio Berlusconi. Quanto a possibili nuovi ingressi, il ministro apre a contributi costruttivi ma avverte: «Se qualcuno pensa di dividere il centro dalla destra, rischia solo di favorire la sinistra».
Uno dei passaggi centrali dell’intervista riguarda il referendum sulla riforma della giustizia. Valditara invita il fronte del No a «fare una campagna corretta evitando falsità», respingendo con decisione l’idea che la riforma possa sottoporre i giudici al governo. «Dire che la riforma intaccherebbe l’autonomia della magistratura è una sciocchezza – afferma – l’articolo 104 della Costituzione non viene toccato».
Secondo il ministro, nei nuovi organi di autogoverno «la rappresentanza dei magistrati resta di gran lunga superiore a quella dei parlamentari», a dimostrazione del fatto che l’indipendenza non viene messa in discussione. Il vero obiettivo della riforma, sottolinea, è un altro: «Assestare un duro colpo alla politicizzazione della magistratura e alla sua divisione per correnti».