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Carroccio spaccato

Vannacci , scissione o espulsione? Salvini preoccupato dal calo dei consensi

Ancora nessun contatto chiarificatore tra il segretario leghista e il Generale dell'esercito

29 Gennaio 2026, 09:36

11:57

Vannacci , scissione o espulsione? Salvini preoccupato dal calo dei consensi

Vannacci

Il giorno dopo la mossa del generale Roberto Vannacci, nella Lega resta solo il rumore del silenzio. Matteo Salvini per tutta la giornata di ieri, non ha commentato la registrazione del marchio, del nome e del simbolo di “Futuro Nazionale”, un atto che difficilmente può essere liquidato come una semplice tutela formale e che lascia presagire l’imminente fuoriuscita del militare dal Carroccio e la nascita di una nuova formazione di estrema destra, modellata sulla falsariga dell’AfD tedesca.

Il faccia a faccia chiarificatore tra i due, annunciato e rinviato più volte, appare ora sempre più improbabile. Il silenzio del segretario leghista è stato riempito dalle voci di altri esponenti del partito, con toni tutt’altro che concilianti.

Il capogruppo al Senato, Massimiliano Romeo, ha cercato di gettare acqua sul fuoco, parlando di un chiarimento auspicabile «prima possibile», ma il clima che filtra dai Palazzi racconta altro. «La fratture», afferma Romeo senza troppa convinzione, «vanno ricomposte quelle che possono essere alcune incomprensioni, alcune magari anche figlie tante volte di articoli sui giornali che indubbiamente hanno un po' soffiato sul fuoco su una questione che mi sembra che sia stata più volte chiarita, sia da parte del generale che ha detto che non ha nessuna intenzione di fondare adesso un nuovo partito, poi ha presentato un simbolo che chiaramente può destare naturalmente delle polemiche». «Però”, ha proseguito, «io sto a quanto ha detto lui, che non ha nessuna intenzione di fondare un partito. Si spera di chiarire una volta per tutte. E’ il vicesegretario della Lega e io sono convinto e assolutamente tifoso del fatto che si possa assolutamente chiarire al più presto».

L’impressione diffusa, però, è che Vannacci stia forzando la mano, tentando di farsi cacciare per trasformare un’eventuale espulsione in un atto politico fondativo, evitando di assumersi direttamente il peso di una scissione.

Un’ipotesi che prende quota anche per una ragione strategica: nella Lega cresce la convinzione che sia preferibile espellere il generale piuttosto che subire la sua uscita trascinando con sé pezzi di gruppo parlamentare. Perché di scissione, a questo punto, si potrebbe parlare. Attorno a “Futuro Nazionale” potrebbero infatti convergere alcuni parlamentari già in rotta con la linea ufficiale del partito, a partire dal deputato pisano Edoardo Ziello e soprattutto Domenico Furgiuele, protagonista della polemica sulla conferenza stampa sulla “remigrazione” in programma alla Camera domani mattina. Un caso che ha aggravato l’imbarazzo del Carroccio. Furgiuele non ha fatto alcun passo indietro, rivendicando la scelta di offrire una sede istituzionale a movimenti che si definiscono apertamente neofascisti. Una linea che si sovrappone perfettamente all’universo politico e culturale di Vannacci e che rappresenta uno smacco diretto per Salvini, impegnato a tenere insieme governo e coalizione senza spingersi oltre una soglia di radicalità che rischia di isolare l’intero centrodestra.

Dentro la Lega, le reazioni sono state durissime. Dal Veneto, il consigliere regionale Roberto Marcato ha parlato di una questione di etica politica e di incompatibilità con lo statuto del partito, evocando apertamente l’espulsione del generale se non dovesse fare un passo indietro immediato.

Una posizione che riflette un malessere più ampio: Vannacci è ormai visto come un corpo estraneo non solo dalla corrente nordista, ma anche da pezzi consistenti del gruppo dirigente. Il nodo, però, non è solo interno. La mossa del generale apre un problema politico per l’intera coalizione di centrodestra. Secondo il sondaggista Antonio Noto, un eventuale partito guidato da Vannacci potrebbe valere tra il 2,5 e il 5 per cento, una soglia massima destinata probabilmente a ridursi ma comunque sufficiente a incidere sugli equilibri elettorali.

Un bacino che rischia di drenare voti non solo alla Lega, ma all’intero schieramento. È questo il punto che rende la vicenda esplosiva. Un partito di estrema destra fuori dalla Lega, ma dentro l’area sovranista, rischia di indebolire Salvini su due fronti: erodendo consenso e mettendo in discussione la sua leadership.

Il day after della nascita di “Futuro Nazionale” segna così l’apertura di una fase nuova, in cui la rottura appare più probabile della ricomposizione. E in cui, paradossalmente, il problema più grande per il leader del Carroccio non è tanto Vannacci, quanto ciò che potrebbe lasciare dietro di sé.