La mossa cinese
Xi Jinping, presidente cinese
La Cina prova a ritagliarsi uno spazio politico nella crisi tra Stati Uniti e Iran e lo fa mettendo sul tavolo una proposta in quattro punti firmata da Xi Jinping. A rilanciarla pubblicamente è stata la portavoce del ministero degli Esteri Mao Ning, che ha sintetizzato sui social la linea di Pechino per la pace e la stabilità in Medio Oriente: coesistenza pacifica, sovranità nazionale, rispetto del diritto internazionale e approccio equilibrato tra sviluppo e sicurezza.
La mossa arriva mentre la tregua tra Washington e Teheran viene definita da Pechino “molto fragile” e mentre la Cina continua a opporsi al blocco americano dei porti iraniani e alle restrizioni sullo Stretto di Hormuz, considerate contrarie agli interessi globali. In questo quadro, la proposta di Xi serve a ribadire il ruolo cinese come attore diplomatico alternativo agli Stati Uniti e più vicino a una logica di de-escalation regionale.
Il primo punto indicato da Xi è il mantenimento del principio di coesistenza pacifica. La leadership cinese insiste sul fatto che gli Stati del Golfo siano vicini destinati a convivere e che occorra costruire un’architettura di sicurezza comune, cooperativa e sostenibile, capace di consolidare le basi della stabilità regionale.
Il secondo riguarda la sovranità nazionale. Xi afferma che la sovranità è il fondamento della sopravvivenza e dello sviluppo di tutti i Paesi, soprattutto di quelli in via di sviluppo, e che non può essere violata. Per questo la Cina chiede che siano rispettate in modo rigoroso la sicurezza, l’integrità territoriale e la protezione di personale, strutture e istituzioni degli Stati del Golfo.
Il terzo punto riguarda il diritto internazionale. Xi richiama la necessità di difendere il sistema internazionale con l’Onu al centro, l’ordine fondato sulle regole e i principi della Carta delle Nazioni Unite. Reuters collega questa impostazione a una critica implicita verso le iniziative unilaterali e verso l’uso selettivo delle regole internazionali nella crisi del Medio Oriente.
Il quarto elemento è l’equilibrio tra sviluppo e sicurezza. Per Pechino la sicurezza è la premessa dello sviluppo e lo sviluppo, a sua volta, rafforza la sicurezza. Xi lega questo principio anche alla disponibilità della Cina a condividere con i Paesi del Golfo le opportunità offerte dalla modernizzazione cinese, presentando così la cooperazione economica come parte integrante della stabilizzazione regionale.