Domenica 04 Gennaio 2026

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Antisemitismo, il ddl Delrio arriva in Senato. Ma il Pd è spaccato

Ecco la mossa Schlein-Boccia: scontro interno sulla definizione Ihra

03 Gennaio 2026, 11:02

Antisemitismo, il ddl Delrio arriva in Senato. Ma il Pd è spaccato

Graziano Delrio

Era stato il tema più caldo per il Pd nell'ultimo scampolo di 2025, e lo sarà anche in questo inizio di 2026. Parliamo del ddl antisemitismo a prima firma del senatore dem Graziano Delrio, che tanto clamore aveva suscitato nel momento in cui era stato annunciato, con tanto di firme di una decina di parlamentari dem. Una parte dei quali poi l'aveva ritirata su input dei "piani alti" del Nazareno, i quali però avevano ricevuto un due di picche dalla maggioranza dei firmatari.

Ora che quel testo sta per arrivare in commissione Giustizia, mercoledì prossimo alla ripresa dei lavori, c'è da scommettere che ne vedremo delle belle, dalle parti del Nazareno e non solo. Perché nel frattempo la segretaria dem Elly Schlein ha capito che non può tirare i remi in barca su un tema così importante come l'antisemitismo, e così ha dato mandato al capogruppo al Senato Francesco Boccia, tra i primi a criticare il testo Delrio perché «non rappresenta la linea del partito», di scrivere un altro testo avente lo stesso tema, cioè il contrasto al propagarsi di gesti, insulti e azioni antisemite, ma che non faccia riferimento alla definizione data dall'Ihra, l'Alleanza internazionale per il ricordo dell'Olocausto, al quale vengono contestati alcuni esempi che compaiono nel sito e che farebbero pensare di ritenere antisemita qualsiasi critica allo stato di Israele, pur essendo presente la specifica che «le manifestazioni possono avere come obiettivo lo Stato di Israele perché concepito come una collettività ebraica, tuttavia le critiche verso Israele simili a quelle rivolte a qualsiasi altro paese non possono essere considerate antisemite».

In ogni caso, a sua volta Boccia ha girato la palla ad Andrea Giorgis, moderato senatore dem che è pronto a presentare un ddl questa volta sì, a nome del partito e che non abbia come riferimento l'Ihra.

Ma la stessa definizione è difesa dai firmatari del testo Delrio con la motivazione che fu utilizzata anche per un provvedimento analogo da parte del Parlamento europeo nel 2017 votato anche dai Socialisti, la famiglia europea alla quale appartiene anche il Pd.
«L’antisemitismo è una certa percezione degli ebrei che può essere espressa come odio per gli ebrei - si legge nel sito - Manifestazioni di antisemitismo verbali e fisiche sono dirette verso gli ebrei o i non ebrei e/o alle loro proprietà, verso istituzioni comunitarie ebraiche ed edifici utilizzati per il culto». Così come quella definizione viene usata anche in altri tre ddl, che saranno altresì discussi, a firma del forzista Maurizio Gasparri, di Ivan Scalfarotto di Iv e e del leghista Massimiliano Romeo.

È probabile dunque che i testi o alcuni di essi vengano accorpati, anche perché sul tema c'è una sensibilità bipartisan che va oltre le schermaglie di partito. Relatrice in commissione sarà la leghista Daisy Pirovano. Insomma sembra che la questione possa portare maggiori grane all'interno del Pd che tra schieramenti, viste anche le prese di posizione di alcuni big dem al momento dell'annuncio del ddl Delrio.

«Le critiche strumentali che leggo sanno di giustificazionismo e ipocrisia - aveva detto ad esempio la vicepresidente del Parlamento europeo, Pina Picierno - Per contrastare il nuovo Antisemitismo servono serietà e strumenti concreti contro odio e discriminazioni. Grata a Delrio e quanti ci lavorano, anche in Italia, con determinazione». Per un'altra firmataria del testo, la senatrice Simona Malpezzi, «semplicemente il disegno di legge dettaglia meglio i doveri delle piattaforme on line e i diritti degli utenti sempre per rafforzare gli strumenti di contrasto previsti nella Strategia nazionale» e «il ddl prova a garantire un intervento tempestivo in linea con i tempi di diffusione dei contenuti di odio».

Oltre che dalla stessa dirigenza del Pd, il ddl Delrio era stato fortemente criticato anche dagli alleati di Avs, e in particolare dai suoi leader Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli. «Se questo testo diventasse legge, chi contesta radicalmente i comportamenti dello Stato di Israele verrebbe definito antisemita e quindi sanzionato», aveva spiegato quest'ultimo. Insomma il ddl sembra già morto prima di nascere ma di certo ha scatenato una riflessione interna al Pd sulla linea del partito rispetto a un tema dirimente, specialmente in un periodo storico come quello attuale.

Rispetto ai giorni dell'annuncio del testo, tra le novità c'è stata l'inchiesta che coinvolge Mohammed Hannoun, una delle voci più ascoltate del panorama pro-pal, attaccato dai riformisti dem, dai centristi e sulla cui vicenda sia da Avs che da esponenti del mondo dem è arrivato l'invito a evitare strumentalizzazioni. «Continuare a frequentare e legittimare certe figure è stato almeno un errore politico grave - ha detto la stessa Picierno commentando la vicenda - Ognuno dovrebbe interrogarsi seriamente sulle proprie responsabilità».

L'esponente dem aveva fatto notare come le «avvisaglie» di infiltrazioni della rete terroristica nel nostro Paese erano «evidenti da tempo», citando «sanzioni internazionali, provvedimenti amministrativi, un antisemitismo dichiarato e mai nascosto» e, non da ultimo, un’interrogazione da lei stessa presentata alla Commissione Ue, già nel 2021, sulle attività del network legato alla figura di Hannoun. È probabile che la vicenda, così come gli eventi delle scorse settimane e mesi accaduti in stazioni o luoghi turistici e non solo contro persone ebree, saranno citati nella discussione in prima commissione.