Mercoledì 18 Marzo 2026

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Nuovi sviluppi

Famiglia nel bosco, la madre fa ricorso e accetta la casa offerta dal Comune

Nel reclamo contro l’ordinanza del Tribunale dei minori, Catherine Birmingham sostiene di avere detto sì al trasferimento in un’abitazione a Palmoli e all’istruzione dei figli con una maestra

18 Marzo 2026, 08:23

Casa nel bosco stop all’esposto contro l’assistente sociale

Famiglia nel bosco

La vicenda della famiglia nel bosco si arricchisce di un nuovo passaggio giudiziario. Catherine Birmingham, madre dei tre bambini allontanata dal Tribunale minorile dell’Aquila, ha presentato ricorso contro l’ordinanza che l’ha separata dai figli e, nel farlo, ha messo nero su bianco una scelta che segna un cambio di passo: pur avendo espresso il desiderio di vivere nel bosco, avrebbe accettato il trasferimento in una casa offerta dal Comune di Palmoli, insieme a un percorso di istruzione domestica con una maestra.

Il reclamo è stato depositato ieri dagli avvocati Danila Solinas e Marco Femminella contro il provvedimento che ha disposto l’allontanamento della donna dai tre figli, ospitati dal 20 novembre in una casa-famiglia di Vasto, in provincia di Chieti.

Nel ricorso il sì alla casa e all’istruzione dei figli

Secondo quanto emerge dal ricorso, Birmingham avrebbe accettato una nuova sistemazione abitativa e una vera scuola dentro casa per i bambini. Un orientamento che, stando alla difesa, sarebbe maturato anche grazie alla mediazione in corso con il marito Nathan Trevillon, la cui figura sarebbe stata rivalutata nelle ultime settimane, in particolare nell’ordinanza di marzo che ha disposto l’allontanamento della madre dalla struttura.

Per i legali della coppia, se questa decisione fosse stata assunta già un anno e mezzo fa, le conseguenze dell’intera vicenda sarebbero state probabilmente meno gravi.

La posizione della difesa contro l’ordinanza

Nel reclamo, gli avvocati contestano il quadro che ha portato il tribunale alla decisione di allontanare Birmingham dai figli. In particolare, criticano l’affidabilità delle relazioni fornite dai servizi sociali e dalla casa famiglia, sostenendo che proprio quei documenti avrebbero inciso in modo determinante nell’orientare il giudice.

È questo uno dei cardini della linea difensiva: mettere in discussione la solidità degli elementi istruttori su cui si è basato il provvedimento e sostenere che la madre, nel frattempo, abbia dato disponibilità concreta a una soluzione abitativa e scolastica diversa rispetto alla vita nel casolare.

Le contestazioni su socializzazione e vaccinazioni

Secondo i legali, inoltre, la donna avrebbe accettato già a metà gennaio le vaccinazioni per i figli. Non solo. La difesa sostiene anche che Birmingham non abbia mai impedito ai tre bambini di socializzare e che abbia sempre garantito loro una vita di relazione.

Sono passaggi che puntano a smontare una parte delle valutazioni che avevano accompagnato la vicenda, legata anche alle condizioni di vita nel casolare privo di servizi e alla questione della scolarizzazione dei minori, di 6 e 8 anni, ritenuta non sufficiente dagli assistenti sociali.