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Inchiesta sull'urbanistica milanese: la Procura verso l’archiviazione per Citterio, Viel e altri due

I pm di Milano separano le posizioni di quattro indagati e annunciano una pronta richiesta di archiviazione sulle accuse di corruzione

10 Marzo 2026, 10:43

Inchiesta sull'urbanistica milanese: la Procura verso l’archiviazione per Citterio, Viel e altri due

Marcello Viola, procuratore capo di Milano

Nell’inchiesta urbanistica Milano arriva una svolta importante su una parte del fascicolo. La Procura di Milano è pronta a chiedere l’archiviazione delle accuse di corruzione per le archistar Antonio Citterio e Patricia Viel, per il ceo di Castello sgr Giampiero Benedetto Schiavo e per il presidente del gruppo di progettazione architettonica Lombardini 22, Paolo Facchini.

A scriverlo sono i pubblici ministeri Paolo Filippini, Marina Petruzzella e Mauro Clerici in un provvedimento con il quale hanno separato in un diverso fascicolo le posizioni dei quattro indagati, tutti a piede libero, rispetto al troncone principale della maxi inchiesta sull’urbanistica milanese. Intanto, nelle scorse ore il Riesame ha disposto il sequestro del cantiere di via Papipiano 48.

La separazione del fascicolo e la svolta dei pm

Il nuovo atto della Procura segna un cambio di rotta netto su una parte delle contestazioni. I magistrati spiegano infatti di ritenere che gli elementi raccolti nei confronti di Citterio, Viel, Schiavo e Facchini non siano più tali da sostenere ulteriori sviluppi investigativi e processuali.

Nel provvedimento si legge che gli «elementi acquisti» nelle indagini sui quattro indagati non sono «suscettibili di ulteriori utili sviluppi investigativi e processuali» e che il fascicolo è destinato a una «pronta definizione» con «richiesta di archiviazione» al gip.

Le ragioni della Procura: memorie difensive e decisioni dei giudici

I pm sarebbero arrivati a questa conclusione dopo avere esaminato le memorie difensive depositate dai legali e alla luce di una serie di decisioni giudiziarie che hanno inciso sull’impianto accusatorio.

Il riferimento è innanzitutto all’ordinanza del gip Mattia Fiorentini, che non aveva riconosciuto la sussistenza dei gravi indizi. Poi c’è il passaggio del Tribunale del Riesame, che, in relazione ad altri imputati, aveva definito una «tesi svilente» quella secondo cui sarebbe sufficiente il semplice «pagamento» da parte di imprese o professionisti al pubblico ufficiale, sotto forma di consulenza o parcella, per dimostrare la corruzione.

Per il Riesame, quel pagamento può costituire al massimo «un indizio, sul piano logico», ma non rappresenta «da solo la prova» di un sistema di mercimonio della funzione pubblica in edilizia. Un’impostazione che, si legge nel testo, è stata poi confermata anche dalla Corte di Cassazione.

Il contesto della maxi inchiesta del 30 luglio 2025

La decisione della Procura si inserisce dentro il quadro più ampio della maxi inchiesta sull’urbanistica che il 30 luglio 2025 aveva portato a misure cautelari molto pesanti, tra arresti ai domiciliari e in carcere per sei persone.

Fra loro figuravano anche l’ad di Coima Manfredi Catella, l’ex assessore alla Rigenerazione urbana di Milano Giancarlo Tancredi e l’ex presidente della commissione paesaggio Giuseppe Marinoni. Quelle misure sono poi state sostituite o annullate, in tutto o in parte, dal Tribunale del Riesame di Milano e dalla Corte di Cassazione, per assenza dei gravi indizi.

Le contestazioni a Castello sgr e a Schiavo

Nel dettaglio, Castello sgr e il suo amministratore delegato Giampiero Benedetto Schiavo erano indagati in relazione a 321.074,72 euro di fatture pagate all’ex componente della commissione paesaggio Alessandro Scandurra.

Secondo l’ipotesi accusatoria, Scandurra non avrebbe dichiarato il «conflitto d’interessi esistente» in relazione al progetto della Torre Futura di via Calvino a Milano. È su questa base che si innestava la contestazione di corruzione ora destinata, secondo la Procura, a cadere.

La posizione di Facchini e il capitolo Lombardini 22

Per quanto riguarda Paolo Facchini, presidente di Lombardini 22, la contestazione riguardava 26.901 euro di collaborazione professionale con Giuseppe Marinoni.

Secondo l’imputazione, quella collaborazione sarebbe stata funzionale a favorire gli iter di progetti immobiliari commissionati da Kryalos, in particolare per le Corti di Bayres-Corti Segrete e per Bastioni di Porta Nuova 19. Nel testo viene però precisato che la posizione dell’ad della sgr di Blackstone, Paolo Bottelli, non viene stralciata in questo atto.

Le contestazioni a Citterio, Viel e ACPV Architects

Alle archistar Antonio Citterio e Patricia Viel, insieme allo studio ACPV Architects, venivano contestati rapporti professionali con l’ex presidente della commissione paesaggio Marinoni per 12.300 euro.

La contestazione riguardava, in particolare, i cantieri di I Portali di Gina 20 e Tortona 25. Anche su queste posizioni, però, la Procura è ora pronta a chiedere l’archiviazione, ritenendo evidentemente non sufficiente il quadro probatorio maturato nel corso delle indagini.