Martedì 03 Marzo 2026

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A Roma

Carriere separate, maratona per il Sì: «Verità, non rancore»

Francesca Scopelliti ha aperto la staffetta nel nome di Enzo Tortora. Caiazza contro la "mistificazione"

03 Marzo 2026, 10:23

Carriere separate, maratona per il Sì: «Verità, non rancore»

Scopelliti, Petrelli e Caiazza

Ieri mattina a Roma, a piazza Cavour, dinanzi alla Cassazione ha preso il via la maratona oratoria organizzata dal comitato “Cittadini per il sì”, “Camere penali per il sì”, “Sì Separa” della Fondazione Einaudi. Andrà avanti fino a domenica 8 marzo, ogni giorno dalle 10 alle 18. Si alterneranno al microfono avvocati, magistrati per il Sì, vittime di ingiuste detenzioni ed errori giudiziari, politici di tutti gli schieramenti. In tutto circa 350 interventi.

Ad aprire ieri la non-stop i presidenti dei comitati: Francesca Scopelliti, Francesco Petrelli, Gian Domenico Caiazza. La prima indossava una maglietta con la foto del suo compagno e la scritta “Io sono Enzo Tortora”. Ha partecipato alla piazza una lettera immaginaria del giornalista e presentatore di Portobello rivolta al procuratore capo di Napoli, Nicola Gratteri, definito «sovrano del Comitato del no».

«Molti anni fa – ha esordito Scopelliti - il mio nome fu trascinato nel fango» e la separazione delle carriere è necessaria «non per rancore ma per amore della verità», «il crimine giudiziario che ho subìto è la prova che la connivenza tra magistrati richiedenti e giudicanti sia alla base dell’errore giudiziario». Petrelli ha aggiunto che il referendum è «un’occasione irripetibile per avere una giustizia migliore, una giustizia giusta», che sia «liberata dalla politica».

Per Caiazza l’obiettivo della maratona è quello di «contrastare l’incredibile campagna di mistificazione sul contenuto della riforma Nordio messa in atto dal fronte del No, che non immaginavamo potesse arrivare a questo livello. C’è chi sostiene che il pm sarà sottoposto al governo, cosa non scritta da nessuna parte, che questo non sarà più obbligato a investigare anche a favore dell’indagato e anzi che, se vince il Sì, si potrà difendere solo i ricchi: qualcosa di prossimo al delirio». Tra i parlamentari presenti all’avvio della maratona, solo quelli di Forza Italia.

Gli organizzatori hanno detto che sono stati invitati anche esponenti di Fratelli d’Italia e della Lega. Ma per ora nessuno si è fatto vivo. Per gli azzurri molto applaudito il capogruppo di Fi alla Camera Paolo Barelli: «Mi piace intitolare questa piazza ai comitati per il sì, a differenza del Comitato per il no che sta dentro questo palazzo (indicando il Palazzaccio, ndr). Questa è una riforma che serve ai cittadini e non ai partiti».

Presente pure il vice presidente della Camera Giorgio Mulè: «Invitiamo gli italiani a esprimersi con un voto di libertà contro i soprusi di chi è nemico del giusto processo, contro le bugie di un fronte che sta insieme solo per conservare l’orrenda situazione attuale, contro le intimidazioni trasversali nei confronti dei cittadini». L’azzurro Pierantonio Zanettin ha ribadito che «il sorteggio è l’unico strumento capace di spezzare il potere delle correnti che oggi condizionano carriere, valutazioni e procedimenti disciplinari».

Nei prossimi giorni interverrà anche Enrico Costa, comunque presente ieri. Mercoledì è previsto l’intervento di Carlo Calenda (Azione) e poi quello di Roberto Giachetti (Iv) e di Francesca Pascale. Ieri non è mancato anche Stefano Ceccanti del comitato “Sinistra per il sì”: «La scheda del 22 marzo è quella per votare sì ad una riforma giusta, non è quella delle elezioni politiche a cui si voterà no». La grande manifestazione di chiusura della campagna referendaria dell’Ucpi si terrà sabato 14 marzo a Piazza di Santi Apostoli sempre a Roma. Il giorno dopo invece è previsto un evento dell’Anm.

IL POST DI MD

Si è registrata poi una polemica con Magistratura democratica che ha postato una foto della piazza vuota prima dell’inizio della maratona scrivendo su Facebook: «Una seconda Woodstock la maratona oratoria per il Sì al referendum a piazza Cavour (Roma). Gli organizzatori stimano circa 500mila persone, la questura 290mila. Mai vista una piazza così piena».

Caiazza ha replicato: «Non sanno cosa sia, o fanno finta di non sapere, cosa sia una maratona oratoria. La quale, per sua stessa logica, non può avere pubblico. Noi tuttavia lo abbiamo, perché siamo in diretta su ben tre canali youtube», tra cui quello delle Camere penali e della Fondazione Einaudi. Poi, diversi avvocati, avevano commentato sotto il post senza usare parolacce né offendendo qualcuno: «Che Magistratura democratica usi questo metodo comunicativo è un chiaro segnale della profonda crisi culturale che colpisce le correnti!» (Francesco D’Errico), «Md è stato il laboratorio migliore dell’evoluzione giuridica di tutta la magistratura, è una grandissima delusione constatare a che punto è arrivata, con un post così povero» (Emilia Rossi), o semplicemente «piazze vuote, urne piene di Sì» (Alessandro Gerardi). Ebbene, dopo circa una oretta non solo questi commenti sono stati cancellati ma addirittura quegli stessi avvocati sono stati bloccati, non vedono più la pagina Facebook della corrente dell’Anm. «Magistratura non democratica» hanno stigmatizzato poi i difensori nelle chat. Abbiamo contattato il social media manager di Md che ci ha assicurato che non è stata opera sua. Dopo un po’ il post è stato rimosso. Abbiamo quindi interpellato la presidente di Md, Silvia Albano che ci ha spiegato: «Era un post assolutamente ironico. Ci siamo però resi conto che aveva urtato la sensibilità di qualcuno e siccome non vogliamo che questo accada, anche rispetto a chi vota Sì, abbiamo deciso di rimuoverlo».

TRIBUNE ELETTORALI

Il Partito Radicale e il Comitato Pannella-Sciascia-Tortora hanno ceduto gli spazi nelle Tribune referendarie Rai a magistrati che si sono espressi per il sì. In particolare a Nicola Saracino, Carmen Giuffrida, Andrea Mirenda.

L’unico del Comitato che prenderà la parola sarà il presidente Giorgio Spangher. Mentre resta fuori l’Unione Camere Penali. Il presidente del Tar Lazio infatti ha respinto la richiesta di sospensione cautelare urgente della comunicazione con la quale la Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi nei giorni scorsi aveva respinto «per presunta tardività» la domanda presentata dal Comitato Camere penali per il Sì. Paradossalmente la trattazione collegiale del ricorso è stata fissata per il 25 marzo, dopo quindi il referendum. Questo lascia presagire che non vi siano ragioni forti per sostenere la riammissione.