Martedì 03 Marzo 2026

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Nuove indagini

Garlasco, Sempio: «Lo scontrino del parcheggio l’ho fatto io»

L’anticipazione dell’intervista su Retequattro: «Se ci sono testimoni che dicono il contrario, “dicono balle”». Sul Dna: «Il grande jolly»

03 Marzo 2026, 09:36

Caso Garlasco, resa dei conti sul Dna: l’indagine Sempio a un bivio. Stasi in aula

Andrea Sempio

«Lo scontrino del parcheggio l’ho fatto io». Andrea Sempio torna a ribadire la sua versione nell’anticipazione dell’intervista a Quarta Repubblica su Retequattro. E rilancia, contestando le ricostruzioni che circolano attorno al documento: «Testimoni che dicono che me l’hanno dato, che sanno, che me l’ha passato qualcun altro, li vorrei vedere. Se ci sono, dicono balle».

“Testimoni? Li vorrei vedere”

Sempio insiste sul punto e afferma di aver assistito, negli ultimi mesi, a un susseguirsi di versioni e “indiscrezioni” che, a suo dire, si sarebbero contraddette più volte.

«Se ci sono, perché nei mesi questo testimone è già cambiato più volte – aggiunge –: prima ce n’era uno, poi c'è stata la storia del Vigile del Fuoco, poi lo scontrino è diventato falso, poi è diventato vero ed è tornato il Vigilie del Fuoco, poi l’ultima è che è stato un mio parente. Anche questo discorso della persona che è stata sentita due volte, per me è una delle tante indiscrezioni che gira. Il punto è, come vi ho detto, che quello scontrino l’ho fatto io».

“Indagato a vita”: il tema del Dna

Alla domanda su cosa lo abbia trasformato, a suo dire, in un “indagato a vita” per l’omicidio di Chiara Poggi a Garlasco, Sempio individua nel Dna l’elemento che avrebbe riaperto ciclicamente il sospetto.

«Io credo che il grande jolly sia stato il dna, perché il dna prima era suscettibile di interpretazioni, poteva essere “usato in molti modi”. È stato quello l’elemento che ha permesso tutte le volte di insinuare nuovamente il dubbio».

Il riferimento a Stasi e “la gogna mediatica”

Sempio si sofferma anche su Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l’omicidio. Sul punto, dice di non poter stabilire se la condanna sia stata ingiusta, ma richiama il peso dell’esposizione pubblica.

«Quello non lo so, di sicuro però posso parlare a livello mediatico: anche lui ai tempi, prima ancora di essere condannato, ha vissuto la gogna mediatica e il fatto di essere additato come colpevole. È una cosa che non dovrebbe succedere in ogni caso, anche se poi, nel tempo, c’è stata la sua condanna».

L’orario del delitto: “Io non cambio versione”

Infine, sulle indiscrezioni relative a una nuova perizia che potrebbe incidere sull’orario dell’omicidio, Sempio ribadisce la sua ricostruzione della giornata. «Io ho raccontato quello che ho fatto quella giornata, l’orario può cambiare come vuole, io ho detto come è andata, non cambio versione».