Il Capo dello Stato
SERGIO MATTARELLA, FABIO PINELLI VICE PRESIDENTE CSM
Nel pieno delle tensioni tra politica e magistratura, il Presidente della Repubblica rompe la consuetudine e interviene direttamente al Plenum del Consiglio superiore della magistratura. Una presenza non ordinaria, spiegata dallo stesso Sergio Mattarella con l’esigenza di riaffermare il ruolo costituzionale del Csm e il rispetto tra istituzioni.
Aprendo i lavori, il Capo dello Stato ha chiarito subito il senso della sua partecipazione: «Prima di dare la parola al relatore vorrei aggiungere che sono consapevole che non è consueta la presenza del Presidente della Repubblica per i lavori ordinari del Consiglio, che per quanto mi riguarda non si è mai verificata in 11 anni».
Una scelta legata a una precisa volontà istituzionale. «Mi hanno indotto a questa decisione la necessità e il desiderio di sottolineare ancora una volta il valore del ruolo di rilievo costituzionale del Csm», ha aggiunto Mattarella, sottolineando anche «l’intendimento di ribadire il rispetto e manifestare particolarmente da parte delle altre istituzioni nei confronti di questa istituzione».
Nel suo intervento, il Presidente ha riconosciuto che anche il Csm, come ogni organo dello Stato, non è immune da criticità. «L’istituzione non è esente da difetti, alcuni errori nei suoi confronti non sono ovviamente precluse critiche, come del resto si registrano difetti e sono possibili critiche riguardo alle attività di altre istituzioni della Repubblica», ha osservato.
Il richiamo si estende a tutti i poteri dello Stato, senza distinzioni: legislativo, esecutivo e giudiziario. Un messaggio di equilibrio che arriva in una fase segnata da polemiche incrociate e tensioni pubbliche.
L’intervento arriva infatti dopo settimane di scontri duri tra il ministro della Giustizia Carlo Nordio, il procuratore Nicola Gratteri e alcune correnti del Csm. Un clima che ha alimentato il confronto tra politica e magistratura, riaprendo il dibattito sui rapporti tra i poteri dello Stato.
Proprio in questo quadro, Mattarella ha insistito sulla necessità di mantenere la sede del Consiglio lontana da contrapposizioni improprie. «In questa sede, che rimane e deve rimanere rigorosamente istituzionale ed estranea a temi o controversie di natura politica», ha affermato.
Chiudendo il suo intervento, il Presidente della Repubblica ha formulato un appello netto, rivolto a tutte le istituzioni. «Più che nella funzione di Presidente di questo Consiglio, come Presidente della Repubblica avverto la necessità di rinnovare con fermezza l’esortazione a rispetto vicendevole in qualsiasi momento, in qualsiasi circostanza, nell’interesse della Repubblica».