Giovedì 08 Gennaio 2026

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Manifesti e social per “sbugiardare” l’Anm: pronta la campagna di Forza Italia

Il partito di Tajani ha già messo a punto la macchina comunicativa per il referendum. Il 24 a Roma l’evento con uno dei figli di Berlusconi

06 Gennaio 2026, 19:14

07 Gennaio 2026, 12:02

Marina e Silvio Berlusconi

Che la riforma della giustizia sia un passaggio storico, Marina e Piersilvio Berlusconi lo sanno bene. Non si tratta solo di sentimenti, ma dei principi per i quali, dal loro punto di vista, il padre Silvio ha scarificato la seconda parte della propria vita. Però nessuno dei due eredi del Cavaliere intende cogliere la campagna per il Sì al referendum sulla giustizia come trampolino per un’eventuale discesa in politica. Non se ne parla.

Uno dei due, Marina o Piersilvio, potrebbe, certo, intervenire all’evento che Forza Italia ha programmato per sabato 24 gennaio a Roma come lancio della corsa referendaria. Ma, assicura chi ha parlato di recente con i figli di Berlusconi, ci si limiterà a un plauso per il lavoro compiuto dal ministro Carlo Nordio, dall’intero governo e dal Parlamento. Nulla che possa confondere la strategia per il Sì con un eventuale impegno per le Politiche del 2027. Altro discorso è che Forza Italia, partito nato su una potentissima ed efficace macchina della comunicazione, metterà certamente in campo un’accurata strategia da qui al voto confermativo sulle “carriere”.

È pur sempre, questo sì, il partito di Berlusconi, creatura a cui i figli del Cavaliere continuano ad assicurare sostegno, e ha già pronta una vera e propria batteria di interventi a favore del Sì: “Manifesti, trasmissioni televisive, locandine digitali e “reel” da diffondere sui social. È tutto pronto, tutto affidato a un paio di collaudate e fidatissime agenzie di comunicazione. «Ma i motori si accenderanno al momento opportuno, non prima di febbraio», spiegano dai piani alti del partito di Antonio Tajani. E sull’ipotesi che si possa o debba rispondere alla “pubblicità ingannevole” con cui il Comitato per il No promosso dall’Anm parla addirittura di “giudici” (sic!) sottoposti alla politica come esito della riforma, «no, non intendiamo rispondere, o meglio: non ci preoccupiamo. Al limite, è una falsificazione che ci aiuta: più insistono con le bugie, più facilitano il nostro compito, e avvalorano anzi la piattaforma comunicativa che abbiamo già pronta”.

La strategia punterà essenzialmente su due messaggi: verrà “sbugiardata” la tesi, propalata dalla magistratura, di un pm sotto tutela governativa, e verrà enfatizzato il colpo inflitto, dalla riforma Nordio, alla correntocrazia. In pratica, con i messaggi veicolati attraverso i vari canali e piattaforme, si spiegherà ai cittadini che la separazione delle carriere spezza finalmente il giocattolo delle correnti. Al messaggio e alla strategia di Forza Italia potrebbe dare una mano, in teoria, anche il nuovo libro di Luca Palamara e Alessandro Sallusti, “Il Sistema colpisce ancora”: il terzo episodio della “saga” dovrebbe dimostrare la “persistenza” delle vecchie cattive abitudini, del Csm come crocevia lobbistico della magistratura.

Sallusti è anche il portavoce del Comitato “Sì riforma”, presieduto dal giudice emerito della Consulta Nicolò Zanon. E, anche come coautore del nuovo volume di Palamara, l’ex direttore del Giornale resterà una figura chiave, per il governo e la maggioranza, nella campagna referendaria. Ma come detto, la macchina per il Sì, seppur pronta, resta in attesa del via. «Non è neppure ufficiale la data del referendum: si tratterà quasi certamente del 22 o del 29 marzo, ma comunque non ha senso partire con un così largo anticipo», dicono sempre da FI. Il partito di Tajani in ogni caso accenderà i motori non più tardi del 24 gennaio, giorno del citato incontro a Roma, a cui seguirà quello al Teatro Manzoni di Milano. Un altro si terrà a Napoli.

Il calendario della campagna referendaria ha reso non indispensabile tenere già domani, come alcune indiscrezioni suggerivano, il pranzo di lavoro fra Marina e Piersilvio Berlusconi e i vertici di Forza Italia. Né dovrebbe esserci nulla più di una videocall, sempre domani, per il Comitato di Zanon. Certo, la suggestione di un erede del Cavaliere come simbolo della battaglia per il Sì sarebbe forte. Ma resterà una suggestione priva di riscontro. Marina o Piersilvio rivolgeranno essenzialmente un grazie a chi ha realizzato il “sogno” del padre. Che poi almeno uno dei due, nel 2027, vada in Parlamento sotto le insegne di Forza Italia è possibile, ma è tutt’altro discorso.