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Alta tensione

Papa Leone replica a Trump: «Non ho paura e continuerò a parlare contro la guerra»

Dal volo verso Algeri il Pontefice risponde all’attacco del presidente americano. I vescovi Usa difendono Leone XIV: «Parole denigratorie»

13 Aprile 2026, 11:44

Papa Leone replica a Trump: «Non ho paura e continuerò a parlare contro la guerra»

Trump e Papa Leone

Papa Leone XIV risponde direttamente a Donald Trump e lo fa con parole secche, pronunciate durante il volo da Roma ad Algeri che ha aperto il suo viaggio africano. «Io non ho paura dell’amministrazione Trump», ha detto il Pontefice ai giornalisti, spiegando che il suo linguaggio nasce dal Vangelo e non da una contrapposizione politica. «Parlo del Vangelo» e per questo «continuerò a parlare ad alta voce contro la guerra», ha aggiunto, chiarendo però di non avere «intenzione di entrare in un dibattito» con il presidente degli Stati Uniti.

La replica arriva dopo il duro attacco lanciato da Trump su Truth Social, dove il presidente americano aveva definito Leone XIV «debole in materia di criminalità» e «pessimo in politica estera», accusandolo di criticare la sua amministrazione e di assumere posizioni sbagliate su Iran e Venezuela. Reuters riferisce che lo scontro si inserisce nel solco delle recenti prese di posizione del Papa contro la guerra e contro la retorica bellica usata da Washington.

Il Papa sceglie la linea del Vangelo, non quella dello scontro politico

Nel suo intervento a bordo dell’aereo papale, Leone XIV ha scelto di non rispondere colpo su colpo. Il senso della sua replica è tutto nella distinzione tra piano spirituale e polemica politica. Secondo Associated Press, il Papa ha ribadito che la sua voce resta ancorata alla predicazione evangelica e alla denuncia della guerra, non a un confronto personale con Trump.

È una risposta che prova a disinnescare il terreno scelto dalla Casa Bianca. Il Pontefice non arretra sulle parole usate contro il conflitto, ma rifiuta di trasformare il dissenso in un duello diretto con il presidente americano. In questo modo conferma una linea già emersa nei giorni scorsi: la critica alla guerra non è, nella sua prospettiva, una scelta di schieramento politico, ma una conseguenza del messaggio cristiano sulla pace.

L’attacco di Trump al Pontefice

Il post di Trump era stato particolarmente duro. Reuters ricostruisce che il presidente Usa ha accusato Papa Leone di essere troppo liberale, di non capire i temi della sicurezza e di prendere posizione contro ciò che lui ritiene il mandato politico ricevuto dagli elettori americani. Nel messaggio, Trump aveva anche detto di preferire il fratello del Papa, Louis, perché considerato un “vero sostenitore del Maga”.

Nello stesso intervento, Trump aveva inoltre sostenuto di non volere un Papa che giudichi sbagliata la linea americana sull’Iran o l’azione contro il Venezuela. Il tono dell’attacco, osservano Reuters e AP, è stato giudicato senza precedenti nella relazione tra un presidente americano e il capo della Chiesa cattolica.

La difesa dei vescovi statunitensi

Alla risposta del Papa si è affiancata quella, altrettanto netta, della Conferenza episcopale statunitense. L’arcivescovo Paul S. Coakley, presidente dell’organismo, ha definito «profondamente addolorante» la scelta di Trump di usare parole così denigratorie nei confronti del Santo Padre. Reuters riferisce che Coakley ha voluto marcare un punto preciso: «Papa Leone non è un suo rivale, né il Papa è un politico. È il Vicario di Cristo che parla a partire dalla verità del Vangelo e per la cura delle anime».