Mercoledì 04 Marzo 2026

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Crisi nel Golfo

Trump promette la "scorta" nello Stretto di Hormuz, Msc ferma le spedizioni: in Italia sale l’allerta sicurezza

La Casa Bianca ordina garanzie Dfc per le navi. Tajani: «Condanniamo l’azione iraniana nel Golfo». A Roma raffica di falsi allarmi

04 Marzo 2026, 09:52

Trump promette la "scorta" nello Stretto di Hormuz, Msc ferma le spedizioni: in Italia sale l’allerta sicurezza

Stretto di Hormuz

L’onda d’urto della crisi in Medio Oriente arriva dritta sulle rotte energetiche e sulla sicurezza interna. Donald Trump annuncia una mossa che punta a blindare i traffici nel Golfo: il presidente Usa ha ordinato alla United States International Development Finance Corporation di fornire «assicurazioni contro i rischi politici e garanzie per la sicurezza finanziaria» per il commercio marittimo, «in particolare energetico», che attraversa l’area. E aggiunge la frase che pesa come un avvertimento: «Se necessario, la Marina degli Stati Uniti inizierà a scortare le petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz il prima possibile». Poi la promessa: «Gli Stati Uniti garantiranno il libero flusso di energia al mondo», con un’ultima chiosa: «Altre azioni in arrivo».

Sul fronte commerciale, intanto, arriva una decisione drastica di Msc: alla luce della situazione nel Golfo la compagnia dichiara la «fine viaggio» per tutte le spedizioni sotto la sua custodia destinate ai porti del Golfo Arabico, «siano esse a terra o in mare». Le spedizioni già in rotta «saranno dirottate verso il successivo porto di scarico sicuro», dove il carico verrà scaricato e reso disponibile «per la consegna e il recupero in loco». Previsto anche un supplemento obbligatorio di 800 dollari per container, «senza eccezioni», per coprire i costi di deviazione. Una scelta che Msc definisce legata a «circostanze eccezionali al di fuori del suo controllo».

Tajani: «Posizione Ue, stop agli attacchi nel Golfo e in Europa»

In Italia la linea resta agganciata al quadro europeo. Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, intervistato da Bruno Vespa a Cinque Minuti, rivendica che Roma «è protagonista per cercare di ridurre gli effetti di questa crisi» e che «abbiamo una posizione che è quella dell’Unione Europea». Tajani ricorda un documento sottoscritto al termine del Consiglio europeo che «condanna l’azione dell’Iran contro i paesi dell’area del Golfo, che non hanno nulla a che fare con l’attacco militare americano e israeliano». E fissa due paletti: «È inaccettabile che l’Iran possa avere la bomba atomica» e «è inaccettabile che possa avere missili a lungo raggio che possono colpire anche in Europa». Ma l’obiettivo politico resta evitare l’escalation: «Noi non vogliamo che la crisi si estenda e quindi speriamo che si possa raggiungere alla fine un accordo».

Il ministro insiste sul punto: «L’Iran non deve attaccare i Paesi che non hanno nulla a che vedere con la vicenda», e questo vale «per i paesi del Golfo» e «a maggior ragione per i paesi dell’Europa». Nel mirino, in particolare, Cipro: «Siamo legati anche a un patto europeo di assistenza a Cipro» e «l’attacco a Cipro è incomprensibile», aggiunge Tajani, ricordando anche l’uso di droni contro una base britannica nell’isola e contro una base militare cipriota.

Falsi allarmi a Roma e vertici a Palazzo Chigi: «Rischio terrorismo»

Nel frattempo, sul piano interno, il livello di attenzione sale. A Roma scattano interventi di artificieri e Digos per un trolley abbandonato vicino a Palazzo Chigi, un allarme bomba all’Altare della Patria, segnalazioni anche a Palazzo Grazioli e davanti alla sede di Fratelli d’Italia in via della Scrofa: tutti falsi allarmi, ma il segnale, nelle parole riportate nel testo, è «chiaro». Il Viminale ha alzato l’attenzione sugli oltre 28 mila obiettivi sensibili individuati in Italia.

Giorgia Meloni ha riunito due vertici di governo dedicati agli sviluppi della crisi iraniana. «Stiamo valutando anche il rischio terrorismo», dice Tajani. Al primo incontro partecipano, oltre al titolare della Farnesina, il ministro della Difesa Guido Crosetto, il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin e i sottosegretari Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari. La riunione si concentra su assistenza e sicurezza dei cittadini italiani nelle aree coinvolte, ribadendo «il massimo impegno dell’Esecutivo». Nel secondo vertice, con gli ad di Eni Claudio Descalzi e di Snam Agostino Scornajenchi, il focus passa alla sicurezza energetica e all’impatto presente e potenziale delle ostilità su mercati ed economia, valutando possibili azioni di mitigazione «nel breve e medio periodo». Sulle misure economiche, viene riferito, «si sta ancora valutando se e come fare».

Prosegue anche il rimpatrio: in serata è atterrato a Malpensa un volo da Abu Dhabi che ha riportato in Italia 200 studenti rientrati da Dubai.