Medio Oriente
Libano - Una stazione di polizia distrutta da attacchi missilistici a Teheran
L’escalation regionale si sposta ancora sul Libano, con una nuova sequenza di attacchi e allerte che coinvolge anche il Golfo e l’Iran. Nelle ultime ore, secondo quanto riferito dai media statali libanesi, un raid israeliano ha colpito un edificio residenziale di quattro piani a Baalbek, provocando almeno cinque morti e quindici feriti: le squadre di soccorso, riporta l’agenzia Nna, stanno lavorando tra le macerie alla ricerca di eventuali superstiti.
Prima dell’attacco a Baalbek, il Ministero della Salute libanese aveva segnalato un raid aereo ad Aramoun, a sud di Beirut, con almeno sei vittime. La Nna ha inoltre riferito di attacchi contro un hotel a Hazmieh, nei pressi della capitale, e di nuovi colpi anche nel Libano meridionale, area dove l’esercito israeliano ha concentrato le operazioni contro postazioni di Hezbollah.
Sul terreno, l’esercito israeliano ha diffuso un nuovo ordine di evacuazione rivolto a più di una dozzina tra villaggi e città libanesi, avvertendo di imminenti attacchi già nella mattinata. Parallelamente, le Forze di Difesa israeliane hanno annunciato l’avvio di un’ondata di raid contro infrastrutture di Hezbollah a Beirut, preceduta dalla diffusione di ordini di evacuazione relativi a due edifici della capitale.
Nel Golfo, il ministero della Difesa dell’Arabia Saudita ha annunciato che due missili da crociera sono stati “intercettati e distrutti” nell’area di Al-Kharj, a sud di Riad, dopo aver già comunicato l’intercettazione e distruzione di nove droni. Riad ha ribadito che adotterà “tutte le misure necessarie” per salvaguardare la propria sicurezza e ha richiamato la “prontezza” a mobilitare capacità a supporto dei Paesi alleati.
Sul versante statunitense, l’ambasciata Usa in Arabia Saudita aveva emesso un allarme di sicurezza per possibili attacchi missilistici e con droni su Dhahran, nella parte orientale del Paese. L’avviso è arrivato dopo l’episodio di lunedì, quando un drone ha colpito l’ambasciata statunitense a Riad, causando un piccolo incendio e portando alla chiusura della sede.
In Iran, l’esercito israeliano ha riferito che raid aerei su Teheran hanno colpito decine di centri di comando delle forze paramilitari Basij e delle forze di sicurezza interne, indicati come strutture utilizzate dal regime per mantenere il controllo sul territorio. Secondo la stessa comunicazione, sono stati colpiti anche siti della divisione logistica legati a lanciamissili e a sistemi di difesa aerea dell’esercito iraniano.
Sul piano politico-militare, il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha dichiarato che chiunque venga nominato dal regime iraniano per sostituire Ali Khamenei come leader “sarà inequivocabilmente un bersaglio da eliminare”, aggiungendo che Israele continuerà ad agire “con tutta la forza” insieme ai partner americani per smantellare le capacità del regime e creare le condizioni perché il popolo iraniano possa rovesciarlo. E a tal proposito, la nuova Guida Suprema è il figlio del leader ucciso.
Un altro sviluppo arriva dall’Oceano Indiano. Lo Sri Lanka ha reso noto di aver soccorso e fornito assistenza medica a 30 marinai a bordo di una fregata iraniana in difficoltà, la Iris Dena, che stava affondando vicino alle acque territoriali dell’isola. Secondo quanto riferito dal ministro degli Esteri dello Sri Lanka Vijitha Herath, i feriti sono stati trasferiti in un ospedale nel sud del Paese dopo la richiesta di aiuto lanciata all’alba: la nave, sempre secondo la ricostruzione, avrebbe un equipaggio di 180 persone.