Lunedì 23 Febbraio 2026

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Svolta a Milano

Omicidio Mansouri, fermato Cinturrino: «Gravi indizi». Spunta il nodo dei soccorsi

La Procura: ricostruzione basata su testimonianze, interrogatori, telecamere e telefoni. L’agente avrebbe detto ai colleghi di aver chiamato il 118, ma «contrariamente al vero»

23 Febbraio 2026, 09:43

Omicidio Mansouri, fermato Cinturrino: «Gravi indizi». Spunta il nodo dei soccorsi

Sparatoria in zona Rogoredo a Milano tra polizia e rapinatore

La svolta nell’inchiesta sull’uccisione di Abderrahim Mansouri arriva con un provvedimento pesante e con nuovi dettagli sulle fasi immediatamente successive allo sparo. Il poliziotto Carmelo Cinturrino è stato fermato con l’accusa di omicidio volontario.

Il fermo: «Gravemente indiziato» di omicidio volontario

In una nota, la Procura di Milano comunica che la Polizia di Stato ha eseguito un fermo di indiziato di delitto nei confronti di Carmelo Cinturrino, indicato come «gravemente indiziato del reato di omicidio volontario ai danni di Mansouri Abderrahim».

Il provvedimento, viene spiegato, si basa sugli approfondimenti investigativi condotti da Squadra Mobile e Gabinetto Regionale di Polizia Scientifica, con il coordinamento della Procura, e in particolare sulle risultanze di sommarie informazioni testimoniali, interrogatori, analisi delle telecamere e dei dispositivi telefonici e accertamenti tecnico-scientifici, che avrebbero consentito di ricostruire la dinamica dell’evento.

Il nodo dei soccorsi: «Avrebbe mentito ai colleghi»

Secondo quanto riportato nel testo, Cinturrino avrebbe mentito ai propri colleghi dicendo di aver già chiamato i soccorsi, contrariamente al vero, mentre il 28enne era a terra agonizzante dopo essere stato colpito alla testa.

Nella stessa ricostruzione, i colleghi avrebbero preso le distanze, sostenendo di non essere coinvolti nella dinamica dell’omicidio e riferendo che Cinturrino avrebbe gestito da solo le fasi successive alla sparatoria, in cui il presunto pusher sarebbe stato colpito da circa 25 metri di distanza.

Mansouri «al telefono» mentre veniva ucciso e il presunto ritardo

Un altro punto che emerge riguarda gli ultimi istanti della vittima: Mansouri sarebbe stato al telefono mentre veniva ucciso, in una chiamata forse con un amico spacciatore che lo stava avvisando della presenza delle forze dell’ordine nell’area. La conversazione si sarebbe interrotta bruscamente con il colpo mortale.

Da quel momento, sempre secondo quanto riportato, fino alla chiamata ai soccorsi e al 118 sarebbero trascorsi oltre 20 minuti.