Lunedì 23 Febbraio 2026

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Tragedia a Napoli

Morte di Domenico, nuove verifiche dei Nas: «Cartella clinica incompleta», denuncia il legale

La Procura di Napoli indaga: sei sanitari già destinatari di avvisi di garanzia e cellulari sequestrati. La madre: «Qualcuno deve parlare»

23 Febbraio 2026, 08:05

Muore Domenico, trapiantato al Monaldi: «Peggioramento irreversibile». Meloni. «Magistratura faccia piena luce»

Il piccolo Domenico e la mamma

Le verifiche proseguono e si concentrano anche su carte e tracciati clinici. I Carabinieri del Nas continuano le attività sull’inchiesta relativa alla morte del piccolo Domenico, avvenuta sabato all’ospedale Monaldi di Napoli, dove il bimbo di due anni era stato sottoposto a un trapianto di cuore con un organo poi rivelatosi danneggiato. I militari sono tornati nella struttura partenopea nell’ambito dell’indagine della Procura di Napoli, all’indomani della notifica di avvisi di garanzia a sei operatori sanitari indagati e del contestuale sequestro dei loro telefoni cellulari.

Il legale: «Manca il diario di perfusione»

Francesco Petruzzi, avvocato della famiglia, parla di una cartella clinica «incompleta» consegnata dall’ospedale. E indica un documento specifico che, secondo lui, non sarebbe presente: «Dalla cartellina clinica di Domenico che ci ha inviato il Monaldi manca il diario di perfusione, ossia il tracciato della circolazione extracorporea che dimostrerebbe il momento esatto in cui al bambino è stato tolto il suo cuore, prima di impiantare quello danneggiato».

Petruzzi annuncia che tornerà in Procura: «Domani mattina torno in procura per segnalare l’anomalia e chiedere a loro che acquisiscano questo documento, se già non l’hanno fatto». Il legale aggiunge un ulteriore elemento di criticità: «Le varie fasi sono descritte cronologicamente ma manca il minutaggio preciso, che sarebbe necessario per comprendere il succedersi degli eventi».

La madre: «Qualcuno deve parlare»

Il dolore per la perdita del figlio si intreccia con la richiesta di verità. Patrizia Mercolino, madre di Domenico, in un’intervista riportata nel testo, dice: «Finché non saprò la verità non posso» dire chi ha sbagliato. Ma aggiunge: «Qualcuno parlerà, deve parlare. Perché mio figlio adesso non c’è più e se n’è andato per colpa di qualcuno, anzi più di uno. Di questo sono certa».

Dal reparto: «È un fallimento non averlo restituito alla mamma»

Dall’ospedale arriva anche la testimonianza di Giovanni Bufalino, caposala della terapia intensiva della Uoc di Cardiochirurgia Pediatrica e delle Cardiopatie Congenite del Monaldi, che spiega: «Viviamo come un fallimento non aver restituito nelle braccia della mamma il bambino. È un grande dolore, ma credetemi: abbiamo fatto di tutto e anche di più per Mimì». E aggiunge un ricordo personale: «Era vivace, allegro. Ma era soprattutto il bambino che dovevamo restituire alla mamma e questo non è avvenuto nonostante tutti i nostri grandi sforzi».