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Trump firma dazi globali al 10% dopo lo stop della Corte Suprema

Bocciato l’uso dei poteri d’emergenza per le tariffe estive: la Casa Bianca vara un dazio temporaneo di 150 giorni con il Trade Act 1974, in vigore dal 24 gennaio

21 Febbraio 2026, 11:36

Trump firma dazi globali al 10% dopo lo stop della Corte Suprema

Trump mostra le percentuali dei dazi

Donald Trump rilancia sui dazi poche ore dopo la battuta d’arresto arrivata dalla Corte Suprema. Il presidente degli Stati Uniti ha firmato un provvedimento che impone dazi globali del 10% «su tutti i Paesi», dopo che l’alta corte ha bocciato le tariffe introdotte la scorsa estate dichiarando illegittimo il ricorso ai poteri di emergenza.

«È per me un grande onore aver appena firmato, dallo Studio Ovale, una tariffa globale del 10% su tutti i Paesi, che entrerà in vigore quasi immediatamente», scrive Trump sul suo social Truth. La Casa Bianca precisa che la misura entrerà in vigore da martedì 24 gennaio e che anche i partner commerciali che avevano già raggiunto accordi tariffari con l’amministrazione dovranno comunque pagare il dazio del 10%.

La sentenza della Corte Suprema e la nuova base legale

Il provvedimento arriva dopo una decisione della Corte Suprema – 6 voti contro 3 – che stabilisce che la legge del 1977 usata finora, l’International Emergency Economic Powers Act, non autorizza Trump a imporre i dazi. La sentenza colpisce, nel testo, uno dei pilastri dell’agenda economica della Casa Bianca e mette in discussione la legalità delle tariffe doganali annunciate per il “Liberation Day”, oltre ai dazi su importazioni da Cina, Messico e Canada. Trump definisce la decisione «una vergogna».

Per aggirare lo stop, la Casa Bianca dice di aver adottato il nuovo provvedimento usando una Sezione del Trade Act del 1974, una legge commerciale indicata come mai applicata prima, che consente al presidente di imporre dazi temporanei per far fronte a «grandi e gravi deficit della bilancia dei pagamenti» o ad altre situazioni con «problemi fondamentali nei pagamenti internazionali».

La misura, viene specificato, durerà al massimo 150 giorni.

Reazioni e attacchi ai giudici

Trump attacca i giudici della Corte Suprema, arrivando a evocare possibili influenze straniere sul voto. Sottolinea anche che tra i pareri contrari ci sarebbero stati quelli di due giudici nominati da lui durante il primo mandato: «Ciò che è successo oggi con i due giudici della Corte Suprema degli Stati Uniti che ho nominato… non sembra mai accadere con i Democratici. Votano contro i Repubblicani, e mai contro sé stessi…».

Esenzioni e linea della Casa Bianca

Alcune merci non saranno soggette al dazio temporaneo «a causa delle esigenze dell’economia statunitense» o per garantire che il dazio colpisca più efficacemente i problemi indicati sui pagamenti internazionali.

La Casa Bianca ribadisce che i dazi «continueranno a essere uno strumento fondamentale» per «proteggere le aziende e i lavoratori americani, riportare la produzione nazionale, ridurre i costi e aumentare i salari».

Il nodo dei dazi già incassati e la partita dei rimborsi

Il testo evidenzia che i giudici non hanno specificato cosa accadrà agli oltre 130 miliardi di dollari di tariffe già riscossi. Secondo i dati citati, al 14 dicembre il governo federale avrebbe raccolto 134 miliardi di dollari di entrate dai dazi.

Su questo si innesta la reazione politica: alcuni esponenti democratici chiedono a Trump di ripianare i costi provocati dai dazi nei loro territori. Il governatore dell’Illinois Jay Robert Pritzker invia una lettera con una “fattura” da 8,6 miliardi di dollari, quantificando un rimborso di 1.700 dollari per famiglia. Il governatore della California Gavin Newsom rilancia: «Da oltre un anno Donald Trump tassa illegalmente generi alimentari, mobili e automobili. È il momento di chiedere un rimborso».

Editoriali made in Usa

Il Wall Street Journal critica i toni del presidente e scrive che Trump «deve delle scuse» alla Corte Suprema, ai giudici e all’istituzione, aggiungendo però che «Trump senza dubbio non offrirà» scuse e definendo il suo sfogo «probabilmente il momento peggiore della sua presidenza».

La Cnn, sempre nel testo, sottolinea che la decisione della Corte «potrebbe avere enormi conseguenze non solo per l’economia e le relazioni estere, ma potenzialmente anche per le elezioni di medio termine di quest’anno».