Usa
Hillary Clinton
La battaglia sui dossier Epstein torna al centro della scena politica americana, con Hillary Clinton che punta il dito contro l’amministrazione Trump accusandola di aver rallentato la diffusione dei documenti. L’ex segretario di Stato ha parlato apertamente di “insabbiamento”, rilanciando la richiesta di trasparenza sul caso che continua a scuotere Washington.
Durante un’intervista alla BBC da Berlino, dove ha partecipato al World Forum, Hillary Clinton ha attaccato direttamente l’ex presidente: «Fate uscire i dossier», ha dichiarato, sostenendo che la gestione dei file legati a Jeffrey Epstein proceda troppo lentamente.
L’ex candidata alla Casa Bianca ha denunciato un ritardo ingiustificato nella pubblicazione dei documenti, parlando di una strategia che avrebbe l’effetto di spostare l’attenzione politica. «Stanno procedendo a rilento», ha aggiunto, alimentando le tensioni già alte sul fronte della trasparenza istituzionale.
Intanto, un passaggio chiave è ormai fissato: Bill e Hillary Clinton hanno accettato di testimoniare davanti alla Commissione d’inchiesta del Congresso sul caso Epstein. L’ex presidente è atteso il 27 febbraio, mentre Hillary sarà ascoltata il giorno precedente.
Nell’intervista, Clinton ha ribadito la richiesta che le audizioni si svolgano in forma pubblica e non a porte chiuse. «Ci presenteremo, ma pensiamo che sarebbe meglio farlo pubblicamente», ha spiegato, sottolineando la volontà di evitare qualsiasi ombra di opacità.
La posizione della coppia è stata espressa in modo netto: «Non abbiamo nulla da nascondere», ha dichiarato Hillary Clinton, ribadendo di aver chiesto più volte la pubblicazione integrale dei file. «Pensiamo che la luce del sole sia il miglior disinfettante», ha aggiunto, evocando il principio di trasparenza come antidoto alle teorie complottiste.
Secondo l’ex segretario di Stato, la sua figura e quella del marito sarebbero state utilizzate per distogliere l’attenzione da Donald Trump, alimentando un confronto politico che resta fortemente polarizzato.
Nel corso dell’intervista, Hillary Clinton ha confermato di aver incontrato Ghislaine Maxwell «in alcune occasioni», precisando però che il marito aveva interrotto ogni contatto con Epstein circa vent’anni fa, pur essendo citato nei file.
Alla domanda sul principe Andrew, Andrew Mountbatten-Windsor, Clinton ha mantenuto una linea generale: «Penso che tutti coloro a cui viene chiesto di testimoniare dovrebbero farlo», ha affermato, estendendo l’appello alla collaborazione con le autorità.